la donna del mare

 

 

Donna del mare ( poema)

 

Il primo profumo di caffè che si espandeva tra le case addormentate

 

era quello proveniente dal mio cucinino.

 

Mi alzavo sempre all’alba per sorprendere

 

con un sorriso la prima luce e berne a sazietà

 

prima che fosse giorno.

 

La prima Luce rosata era avvolta in una placenta di brina:

 

io la riavvolgevo, con mani tremanti,

 

per riporta in cassetto segreto.

 

Volevo precedere tutti e trovarti da solo.

 

Volevo sussurrare e gridare mille volte il tuo nome

 

Prima che orecchi indiscreti mi udissero

 

Prima che occhi invidiosi mi vedessero.

 

Le barche si dondolavano come cullate da braccia materne

sospinte dal vento leggero

 

Era gradevole quella carezza leggera

che mi inviavi col tuo messaggero

a lambirmi la pelle,

per scacciare il calore della notte

che morbosamente indugiava sulle mie spalle.

 

Eccomi qui, con il mio posto in prima fila,

non voglio perdermi niente di te, nemmeno un sussulto,

neanche la danza di una piccola onda che si frange, in lontananza.

Non voglio perdermi nulla di te, voglio fare il pieno di te

per poter vivere un anno senza poterti vedere,

senza poterti toccare, senza farmi sfiorare dalle tue braccia saline.

 

Baciami, baciami, con la tua lingua di acqua cristallina,

pervadimi tutta, riversati dentro di me,

come dentro una voragine di carne

perchè mi sento immensa, tanto immensa da poterti contenere.

 

Ed eccoci insieme, soli, come avevo sperato e sognato.

Ora posso finalmente mangiarti con gli occhi

berti con la bocca affamata di te, assetata di te.

 

Ancora non si udiva voce d’uomo

e al ritorno, con le loro reti d’oro,

i pescatori mi avrebbero chiamata

“la donna del mare”

perché mi trovavano sempre lì, allo stesso posto

invaghita di te; tua vestale, tua ancella, e sposa.

 

Orde di umani avevano lasciato le loro orme

sulla tua rena ed altre se ne prevedevano

In quest’ultima domenica di agosto,

che resterà scolpita dentro di me, per sempre.

 

Una lama di luce fendeva la tua acqua trasparente

nel punto in cui baciavi la piccola darsena

e la solleticavi dolcemente

come usano fare le madri per sollecitare il risveglio dei bambini.

 

Quel giorno mi donasti due conchiglie come souvenir.

Le tenni a lungo tra le mani

guardandole con occhi ancora increduli.

 

Ma fu una conchiglia fossile,

scolpita da millenni di carezze,

ad imprimere il sigillo al nostro idillio,

e raccontare di brividi alla pelle.

 

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4 thoughts on “la donna del mare

  1. Una paginetta di toccante dolcezza, con immagini e musica che hanno “punto” il mio cuore avendomi richiamato un angolo di quel paradiso che ebbi la felice ventura di frequentare da adolescente prima dell’arrivo della devastante litoranea. Lì ho visto i pochi pescatori raccogliere in piccoli cesti il pescato del giorno e avviarsi, scalzi, verso il paese!

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