I Bambini di Taranto vogliono vivere

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I bambini di Taranto volevano vivere!

Ma fermarono quei piccoli respiri,

intasando i loro polmoni di veleno.

 

I bambini di Taranto volevano giocare!

Ma versarono polvere di ferro

nelle aiuole dei loro piccoli giardini.

 

Gli azzurri aquiloni non hanno più ali,

i loro  fili restavano impigliati

sulle altezzose  colline artificiali.

 

Lorenzino voleva viaggiare,

a cavalcioni, sull’arcobaleno,

ma il suo volo si infranse a sei anni

tra quelle nubi di fumo e veleno.

 

I bambini di Taranto non hanno più prati!

Un brutto giorno affissero un cartello

dov’era scritta una brutta decisione:

“I Giochi in questo posto son vietati,

nessuno osi giocare col pallone”.

 

Ma è un cartello che fa piangere e ridere,

Perché i bimbi di Taranto vogliono Vivere.

***

Dedicata al piccolo Lorenzo Zaratta, detto “lollo”

 

 

 

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One thought on “I Bambini di Taranto vogliono vivere

  1. “I Giochi in questo posto son vietati” che tristezza lascia dietro di sé la speculazione, la scarsa o nolente attenzione, l’indolenza di un paese ‘all’incirca’, le trattative sottobanco, lo scambio lavoro/salute e via dicendo. Lavoro e salute sono assolutamente compatibili ma bisognerebbe domandarne ragione a chi ha posto la dicotomia tra i due termini. Si finisce poi nel tragicomico del cartello che fa piangere e ridere. Il tragicomico di un intero Paese. Bella denuncia.

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