Le fave bianche/ le fave nere

Donna che sbuccia le fave sulla lastra di selce

Donna che sbuccia le fave sulla lastra di selce

Foto Vito Fabbiano

Foto Vito Fabbiano

le fave bianche e nere

le fave bianche e nere

Foto E. Pace

Foto E. Pace

FAVE BIANCHE E FAVE NERE

Transitando per le strade dei nostri paesi del Sud, in tempo d’estate, non è raro vedere sia donne che uomini intenti a sbucciare le fave. Un antico mestiere tramandato da madre in figlia, ma che non è disdegnato anche dagli uomini, quelli anziani però!

Le donne le sbucciavano sedute, con davanti all’altezza delle ginocchia un’altra sedia con  sopra una lastra di selce, detta “chianca” e con un piccolo pezzo di mattone spezzato con il quale con pochi colpi ben assestati staccavano prima il nasello della fava e poi rigirandola con grande maestria, le facevano saltare la parte della buccia rimasta, un altro colpo per staccare le due parti che compongono la fava stessa, per favorirne la cottura.

Negli anni 60 le fave si cuocevano nei forni pubblici, nelle pignatte di terracotta, ogni “pignata” aveva un segno di riconoscimento e le fornaie per consegnarle, all’ora convenuta per essere sfornate, chiamavano i rispettivi proprietari e loro clienti del forno con i loro nomi ma soprattutto con i loro soprannomi! Oggi, ai nostri tempi, è impensabile sentire un appello del tipo: Maria ti Vicci vicci, Rusulia, Ssunta la scutata, Ndulurata ti paddone…etc etc.

Le famiglie povere che non si potevano permettere il lusso di rompere la pignata, la proteggevano con una rete di ferro, la qualcosa impediva che nel forno stesso potesse rompersi, urtando contro le altre pignate, al momento in cui la fornaia, uscendole ad una ad una, aggiungeva alle fave o agli altri eventuali legumi, un altro poco di acqua, perché si portasse a compimento la cottura degli alimenti che si stavano cuocendo in queste pregiate e utili pentole di terracotta.

Una nota che certamente vi sorprenderà è quella secondo la quale le fave nere erano conosciute anche nell’antichità :in Grecia, le fave venivano usate in politica nelle votazioni per confermare un “progetto di legge”: le fave bianche indicavano consenso positivo, quelle nere, negativo.

Annunci

3 thoughts on “Le fave bianche/ le fave nere

  1. Ricordavo d’aver letto che le fave bianche e nere servivano per votare le leggi, ma non ricordo del
    pignattino portato al forno per far cuocere le stesse, forse perchè dove abitavo io non usavano, ma usavano portare il testo del timballo, o della focaccia, o dell’agnello e altro cibo che andava cotto al forno.
    Invece un ricordo indelebile sulle fave secche mi è rimasto, ed è che chi le spaccava e sbucciava, erano i pecorai, che mentre pascolavano il loro gregge, questi avevano a tracolla una borsa a due tasche, ricavata dal vello di una pecora, e mentre in una tasca avevano le fave intere, nell’altra vi mettevano quelle sbucciate. E lo ricordo così bene, perchè quando uno di questi che si chiamava Rocchino, passava sotto casa per venderci il latte che mungeva al momento, prima di andare via mi regalava sempre una manciata di fave sbucciate.
    Certo che oggi una cosa del genere sarebbe vietatissima, ma io rimpiango quei tempi.
    Un caro saluto a chi mi leggerà.
    Pino P.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...