Archivio | ottobre 6, 2015

Teatro da Camera a Grottaglie

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Fotopietra di Ciro De Vincentis

Fotopietra di Ciro De Vincentis

Si è inaugurato Domenica scorsa, 4 Ottobre, il nuovo Studio D’Arte di Daniele Galeone, Artista a tutto tondo, che opera nella città delle ceramiche, la bella e amata Grottaglie, in via Giusti n° 5.

Data non scelta a caso, ma ponderata e soppesata sulla stadera dell’anima.

Per l’occasione, infatti, Daniele ha confezionato per gli amici e gli estimatori una performance teatrale dal titolo “Dialogo D’Amore” con le voci narranti di Maria Bradasso, Anna Venza e Francesca Quaranta e delle stesso Galeone, accompagnati alla chitarra dal musicista Francesco Mariella, facenti parte della Piccola Compagnia teatrale “ Padre Corcione”.

I contenuti della piece teatrale sono quelli sempre cari al Nostro, ovvero i temi della Salvaguardia dell’ambiente, della Giustizia e del bene comune, dell’Uguaglianza e della Fraternità.

Francesco D’ Assisi, Francesco De Geronimo, e Papa Francesco, con le loro titaniche presenze hanno permeato tutto il racconto, che si è snodato tra citazioni, riflessioni e canti tratti dalla tradizione popolare, a cui, in una afflato perfetto si è unito anche il pubblico presente, creando un’interazione e un’atmosfera di gradevole intesa spirituale.

Gli interventi augurali e di apprezzamento del Prof. Mimmo Annicchiarico, docente  al Liceo Moscati e quello dell’assessore alla Cultura, Maria Pia Ettorre, hanno posto il sigillo ad una serata culturale svolta all’insegna del messaggio evangelico, come sarebbe piaciuto al poverello d’Assisi.

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Il vento tra i melograni

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Melograno a stella di A. Mariani

Melograno a stella di A. Mariani

Il vento nel giardino dei melograni
si alzò lieve, smosse le foglie
di un verde smeraldo,
le solleticò, ed esse risero danzando,
rese le guance dei melograni
di un rosso carminio
come chi arrossisce per amore.
Per un lungo momento li sedusse
e li fecondò di succo asprigno…
colmò i calici del desiderio
per la sete di labbra
vittime dell’arsura di agosto.
Passò tra i muri scorticati
scherzando con i gatti dei cortili.
Poi, come richiamato ad altra impresa, si allontanò,
non senza aver lasciato me con la bocca colma di stupore.
Ero ritornata bambina come allora,
come quando i miei occhi videro la prima volta
un giardino dell’Eden sulla terra,
dove danzavano, lieti. i melograni.