I santi Medici, Cosma e Damiano

Devoti di ritorno dal Santuario di Oria

Devoti di ritorno dal Santuario di Oria

fedeli convenuti ad oria per la festa dei santi medici

Fedeli convenuti ad Oria per la festa dei santi medici

il Santuario di San Cosimo alla macchia

ex voto

ex voto

946_001

Il giorno del 26 settembre, giorno in cui si fa memoria dei santi Medici Cosma e Damiano,già dalle prime luci dell’alba una lunga fila di Carretti, di traini, di biciclette,e di ogni sorta di veicolo, carichi di devoti, si recavano presso il Santuario di San Cosimo alla Macchia, così veniva comunemente chiamato il santuario dei Santi Medici  che sorge in una ampia radura in quel di Oria…cittadina in provincia di Brindisi.

La devozione verso questi due santi fratelli si perde nella notte dei tempi e comprendeva un Voto, ovvero, la promessa ai santi taumaturgici, di andare in pellegrinaggio ad Oria almeno una volta nella Vita.

I santi forse, una volta erano più sensibili alle preghiere dei devoti…oppure, prima si sapeva chiedere le grazie col cuore gonfio di fede, per cui molti di coloro che chiedevano una grazia la ottenevano, prova ne è che nel Santuario di Oria ci sono delle sale dove sono custoditi innumerevoli  ex voto che i malati, per grazia ricevuta, donavano ai santi.

In quella Chiesa, non eccessivamente ampia, conveniva gente devota dalle provincie di Brindisi, di Taranto, e persino da Lecce… Molti, moltissimi, giungevano in quel luogo dopo un lungo cammino… Sì perchè andare a piedi a ringraziare i santi per grazia ricevuta, era il segno più alto della riconoscenza da parte dei miracolati.

In seguito ad una miracolosa guarigione, si usava  talvolta far indossare  al miracolato, specie se in tenera età,“l’abito votivo benedetto” del Santo invocato, ed un tempo era consuetudine vedere dei bambini con l’abitino di San Francesco, Sant’Antonio e  di San Cosimo.

Per i pellegrini erano messi a disposizione dei locali, dove,dopo aver assistito alla santa messa, le persone convenute in quel sacro luogo, potevano rifocillarsi, consumando un pranzo al “sacco” come si dice ora.

Poche bancarelle vendevano fettuccine colorate,(ziaredde), statuine dei santi coi loro tipici colori, fischietti e trombette e palline di pezza con l’elastico per i bambini. Si compravano delle fettuccine colorate da regalare ai parenti e agli amici di vicino casa, si portava loro delle figurine dei santi, si tornava a casa col cuore traboccante di fede, soddisfatti d’aver mantenuto fede ad una promessa.

Annunci

4 thoughts on “I santi Medici, Cosma e Damiano

  1. Ricordo ancora quando da bambino, alla vigilia dell’andata ad Oria per i Santi Medici, andavamo a dormire tutti a casa della nonna materna, per me era un’evento eccezionale, perchè tutti noi fratelli e cugini dormivamo assieme, ed al mattino levataccia e poi tutti a piedi con passo veloce sino alla stazione ferroviaria di Taranto. Qui prendevamo una lettorina con i sedili di legno, che ci avrebbe portato ad Oria, dove una volta giunti ci aspettava un lungo cammino a piedi per poter arrivare al Santuario. Ricordo che cammin facendo la mamma e la nonna facevano l’appello di noi ragazzini, che ci soffermavamo lungo il cammino, e noi tra cugini e fratelli eravamo un bel po di ragazzini, loro poverine oltre a dover badare a noi che non ci perdessimo nella folla, erano oberate dal trasporto delle borse con il mangiare, e ripensandoci facevano una grande fatica.
    Una volta giunti a destinazione, si ascoltava la Santa Messa, e poi tutti fuori sotto un’albero di mandorle a mangiare. Al ritorno verso la stazione si andava a visitare un castello che per noi ragazzini era un posto magico che ci faceva sognare mille avventure.
    Ci accontentavamo di poco, facevamo dei km a piedi ma non ci lamentavamo, perchè al ritorno saremmo andati a visitare il castello.
    Questo è il mio ricordo per questa solennità.
    Un ciao a tutti. Pino P.

  2. Settembre 1948, dopo il ritorno da Roma partecipe della manifestazione nazionale dei tarantini per l’80° anno di nascita, con Carlo Carretto, dei giovani di azione cattolica italiana.

    Avevo 16 anni e con biciclette in compagnia di un giovane venticinquenne “Rocco”- soprannominato il principino – che partendo a mezzanotte dalla Masseria di Leporano, luogo di lavoro salariato di Rocco e di mio padre e, percorrendo le cittadine di Pulsano-Lizzano-Sava-Manduria, raggiungemmo all’alba Erchie per visitare Santa Lucia e prelevare “la devota acqua” e custodirla in un contenitore in terracotta acquistato in loco ( ricordo bene quel piccolissimo “vummile” colorato verde alla base).

    Proseguendo per stradelli di campagna, strada indicataci a Erchie – meno transitabile in bicicletta ma più vicina alla Macchia dei SS. Cosma e Damiano – raggiungemmo il Santuario circondato da tantissime persone devote giunte e trasportate, prevalentemente, con carri agricoli trainati da animali che, accuratamente, venivano foraggiati dai rispettivi “trainieri ” già pronti .per il viaggio di ritorno e dopo la devota visita ai Santi Medici della Macchia di Oria.

    Il nostro ritorno, – percorrendo l’extramurale di Oria, Francavilla, Carosino e San Giorgio per Leporano con le nostre biciclette – lo ricordo meno faticoso sempre in me presente il pensiero di mia madre, preoccupata, dell’avventura ma che avrei in buona parte compensato sia con i segni di devozione a Santa Lucia, mediante l’acqua prelevata e custodita nel piccolo “vummile” colorato in terracotta e sia dalle immagini dei Santi Cosma e Damiano corredate dalle tradizionali e benedette “fettucce” di stoffa da varie e più colori. Mia madre mi ringraziò e fu molto contenta.

    Negli anni recenti ho continuato a visitare il Santuario – trasformato e ricordato dalla solo mia memoria di campagna del 1948 ie n assenza di fotografie – che da Leporano lo raggiungiamo in meno di un ora.
    Avventura devota e indimenticabile che ho voluto raccontare…..ben lieto di leggerne altre.

  3. Che meraviglioso racconto ci ha regalato dott, Galeone, insieme ai ricordi dell’Amico Pantile coronano efficacemente questo mio articolo scritto sull’onda dei ricordi. I ricordi sono come la bella biancheria di corredo, per mantenerla sempre fresca e profumata ogni tanto bisogna rinfrescarla e profumarla con fior di lavanda. Grazie Grazie. Anna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...