Archivio | luglio 3, 2015

Un’estate al mare

Pinuccio De Feo

Pinuccio De Feo

Gaetano Radicchio con la nonna

Gaetano Radicchio con la nonna

Mia sorella Mimina

Mia sorella Mimina

934145_10151614426072488_853114900_n[1]Fam Piero Radicchio

Fam Radicchio

Fam Radicchio

Fam Mangione

Fam Mangione

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Come si andava al mare negli anni 50/ 60.? Ma col traino, naturalmente! Col traino si andava da dio! Si potevano caricare a bordo più passeggeri, specie se componenti di famiglie numerose. Si appendeva la “cataredda” sotto il traino, stipata di pasta, salsa, pelati pezzi di formaggio, melloni da mettere in fresco nelle freschissime acque dello Jonio! Si partiva da casa già col costume da bagno, sotto un pudico “prendisole”, abitino leggero e smanicato che poi si sarebbe dovuto indossare subito dopo il bagno. Vuoi per non esibire troppo le nudità, vuoi per non prendere delle brutte scottature, data l’assenza assoluta di ombrelloni sotto cui ripararsi nelle ore di sole cocente. Non esistevano le creme abbronzanti o i “doposole”… il doposole o il rimedio universale per tutti gli inconvenienti era nientedimeno che il ” Borotalco”

Ad una certa ora del giorno il padre familias faceva fare un  veloce bagno anche al cavallo, il quale trovava refrigerio alla calura insopportabile di quei giorni dominati da un sole leonino. E nessuno osava reclamare! L’attenzione alla salute del cavallo era una cosa che mi affascinava, mi commuoveva. Se c’erano degli alberi, l’ombra era riservata ai bambini e al cavallo. Gli veniva lasciata la “Capezza” ( Cavezza) con la Visazza” (Bisaccia) fornita di biada… e lui, il cavallo, passava tutto quel tempo con la testa ficcata lì dentro… a ruminare, a non pensare ad altro. A non distrarsi alle gride festose di bambini.

Al mare si andava col trattore! A bordo di veicoli e motocicli a 3 ruote dai simpatici nomi tipo: L’Ape! O a due ruote come la Vespa!  La bicicletta! Erano in pochi coloro che possedevano una Cinquecento.

Le località marine erano chiamate con strani nomi: io ne ricordo alcune che prendevano denominazione dalle terre circostanti: Cimino, li Vattinieri, Saimbò, Patruvale, lu Cumentu.

Poi, finalmente, Taranto e la sua provincia operosa, cominciò a scoprire la sua vocazione turistica …iniziarono a sorgere stabilimenti balneari…si invitò persino la famosa attrice Silvana Pampanini a tenere a battesimo uno stabilimento che prese il nome di LIDO SILVANA…Poi Montedarena, Le canne. Saturo d’Argento…e tantissimi altri …

Oggi la favolosa litoranea si è estesa a dismisura… ci sono zone di cui non conosco i nomi… non ne conosco la bellezza… non ne conosco la vastità… il sovrappopolamento…

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