Archivio | giugno 24, 2015

San Giovanni, Il Padrino

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Mentre sui 999 gruppi di cucina e d’intorni sparsi su facebook e frequentatissimi da molti amici, spopola oggi, 24 Giugno, Festa di San Giovanni Battista, la strepitosa ricetta degli Spaghetti alla sangiuvanniello, e tutti si prodigano qua e là a scopiazzare ricette e fotografie e spacciarle immeritatamente come proprie “Creazioni”, io ho pensato di scrivervi e regalarvi oggi un’ altra notizia relativa a questa santa Giornata.

Google ormai è come un mercato rionale; chi ti vuole vendere una cosa, chi te ne vuole vendere un’altra…chi decanta la bontà di un prodotto, chi ti prende per la giacchetta e ti vuole proporre l’Affare della settimana… Quante superstizioni, riti propiziatori, cibi, a vaticinii si tramandano in questa giornata.
A noi basta ricordare, tanto per fare un accenno “Cannaruto” in questo mio scritto, il detto secondo il quale per san Giovanni la maturazione dei fioroni è giunta al loro momento perfetto, ragion per cui” Di San Giuvanni/pigghja culummi e mènili ncanna”. Il 24 Giugno è anche il giorno e il tempo utile per la preparazione del prezioso Nocino…liquore caro alle nostre nonne, le quali gli attribuivano poteri digestivi e corroboranti. Di questa ricetta ne abbiamo dato a iosa, anche su richiesta della nostra amica Rosa.
Noi, eccoci qui con la vanga in mano… sempre lucida e tenuta come un gioiello, andiamo a cercare una pepita d’oro del nostro passato: Lu San Giuvanni.
Lu san Giuvanni era un rapporto di amicizia tra i più sacri che si potesse sancire tra due famiglie, non necessariamente accomunate dal vincolo parentale.
Lu sangiuvanni era sacro.. scaturiva dal fatto che questo legame si configurasse come tale sul modello evangelico del Battesimo di Gesù. Gesù infatti fu battezzato nel fiume Giordano dal cugino Giovanni, figlio di Elisabetta. San Giovanni dunque fu Il compare di battesimo di Gesù. Se la cosa fosse accaduta nel nostro tempo, Gesù poteva chiamare Cumpà Giuvanni, Giovanni, il quale, a sua volta, a motivo di quel sacro rito, passò alla storia come il BATTISTA.

Il sodalizio tra il padrino e il battezzato diveniva un sodalizio sacro…che si doveva rispettare. Anche se avvenissero cose spiacevoli ( che avvenivano raramente) nessuno poteva rompere quel patto… “ca stava lu sangiuvanni pì lu miènzu”.

Non si rifiuta mai di fare da padrino per la sacralità del Sacramento, che può anche essere relativo alla santa Cresima, infatti il proverbio antico ci ammonisce ” Lu San Giuvanni no’ si nega a nisciunu” dolenti o nolenti si accettava sempre; era ritenuto un onore… e qualche volta un onere.