Mestieri in bicicletta

Domenica sera, 4 gennaio scorso, il mio paese si è arricchito di una collana di perle preziose.E’ stata inaugurata una esposizione permanente di Biciclette d’Epoca tutte arredate di oggetti degli antichi mestieri di una volta. Una Bicicletta come negozio su due ruote, bancarella ambulante, negozio che ti passa sotto casa, specialista che presta il suo servizio a domicilio.Persino il curato di campagna o di montagna, usava la bicicletta come mezzo di trasporto, veicolo che accelerava i passi per portare “l’estrema unzione” ad un malato la cui casa distava parecchi km dal paese. Che dire del fotografo ambulante! Del merciaio, del cestaio, del sarto, del riparatore di ombrelli… dell’arrotino, del venditore di spezie. Vere e proprie botteghe ambulanti, questi veicoli risalenti al periodo tra i primi anni del Novecento e il secondo dopoguerra, offrono uno spaccato di vita popolare e documentano antichi mestieri, alcuni dei quali oggi scomparsi.

Biciclette fiammanti come Cadillac. Restaurate e tirate a lucido quelle più anziane e ammaccate come reduci di una guerra vissuta senza spargimento di sangue, ma col sudore della fronte di coloro che si sono spinti oltre i ristretti confini dei loro paeselli per portare le proprie mercanzie aldilà del proprio campanile.
E qui è l’ingegno dell’uomo che mi appassiona.La fantasia, la passione, l’inventiva, l’originalità.
Se non credessimo in queste virtù degli uomini, basterebbe recarsi nel Padiglione della Scuola Nesca, in San Giorgio Jonico, (in Provincia di Taranto) per trovare non una decina di questi esemplari, ma ben 65 biciclette, tutte corredate da numerosissime altre suppellettili, che si ergono come testimoni di un recente passato, per parlare della fatica del vivere e dell’importanza del lavoro anche più umile, portato a spasso su due ruote, per potersi guadagnare onestamente di che vivere.
Merito di tutto questo è da riconoscere incondizionatamente alla ricerca appassionata di un privato cittadino, Pasquale Tripiedi, il quale da sempre ha ricercato, acquistato e ammassato oggetti di vario tipo, collezionando gli oggetti del passato da salvaguardare dall’abbandono, dall’essere venduti “ai ferrivecchi” in cambio di una vaschetta della colorata e vituperata plastica. Grazie Pasquale, a nome mio e a nome di tutti coloro, grandi e piccoli, che si ritroveranno a fruire di questo spettacolo, a godere della vista di questi gioielli che tu con lungimiranza hai saputo ricercare e acquistare, a prezzo di tanti sacrifici, per farne una eredità comune, un bene comune, un gioiello, un fiore da appuntarci con grande orgoglio sul risvolto dei nostri occhi.
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4 thoughts on “Mestieri in bicicletta

  1. Sicuramente sarà stata una mostra interessante, anche perchè serve a far capire ai nostri giovani come era per certi lavori 60 anni fa e oltre.
    Una nota per il fotografo o per l’autore, che sarebbe bello mettere una didascalia su ogni foto che spieghi a cosa servisse, perchè in molte non si intende.
    Comunque Bravi.

  2. veramente in gamba ragazzi avete organizzato qualcosa di eccezionale basta studiare foto per foto per capire come veramente oltre 60 anni fa l’uomo avesse capito che bastava veramente poco ….pensate una bicicletta una semplice bicicletta poi attrezzata per il proprio lavoro per portare a casa qualche soldo….troppo forte quella con i salami appesi e il pane o quella del barbiere con tutti i suoi attrezzi ….ma sono tutte interessanti e particolari …….bravi veramente bravi.

  3. Resto senza parole.
    Troppo, ma troppo bello.
    Viva san Giorgio , forse ci siamo….ad un risveglio culturale e storico.
    Da appassionato dico solo: ” B R A V I S S I M I S S I M I ” !!!!!.

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