Buon Anno, Paese mio!

teatro all'aperto

teatro all’aperto

Una foto da condividere con i miei amici, con i miei compaesani lontani, per augurarvi un sereno anno 2015. Mi auguro che questo teatro non sia tenuto abbandonato da una stagione all’altra, fino a quando non arriva il momento dei saggi scolastici. Mi auguro che di tanto in tanto si vada a fare pulizia e rimuovere vecchie sedie di plastica in disuso lasciate dopo gli spettacoli. Mi auguro che a questo generico ”TEATRO ALL’APERTO” venga dato un Nome autorevole, venga dedicato ad una persona che ha dato lustro al paese per il suo impegno a favore della Cultura, del Teatro, del Territorio. Mi auguro ancora tante belle cose per il mio amato paese, in attesa di tempi migliori godetevi questo singolare spettacolo, è un mio regalo per voi. BUON ANNO, PAESE MIO!!

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2 thoughts on “Buon Anno, Paese mio!

  1. Tra le false credenze dei settentrionali, c’è anche quella che nella bassa la neve sia un raro evento.
    Per esperienza mia diretta mi riferirò ai Veneti.
    Nella loro mappa etnico-discriminatoria, quei dea bassa sono i cittadini stanziati verso sud, una più educata tropologia che sta per terroni, da appaiare a napoletani.
    Vano raccontare agli increduli che ne ho visto tanta a Grottaglie, a Manfredonia, a Lecce, città in cui avevo soggiornato da ragazzo per seguire il nomadismo professionale (aeroporti) del genitore.
    In effetti, è più ricorrente che nevichi qualora la temperatura si mantenga sullo zero, che non quando scenda vistosamente, toccando punti di grande gelo.
    Subentra invece l’affascinante fenomeno dell’aria satura di idrometeore cristalline, la brosa, brina ghiacciata, che cala minuscola a cromare ogni cosa, infondendo un’atmosfera spettrale, sovente scambiata per nevicata dagli inesperti foresti del sud.
    Vero è che sulle Alpi la neve impera, ma la scenografia invernale del Gargano, delle Murge e della Sila ha poco di diverso dal Montello, dai colli Euganei e Berici.
    Una mentalità diffusa al nord, che aveva plagiato addirittura il De Amicis.
    “…Il calabrese, che non aveva mai toccato neve, se ne fece una pallottola e si mise a mangiarla come una pesca… ” da Cuore “La prima neve”
    Giusto la Calabria ha voluto intendere lo scrittore, tra le regioni più ammantate della penisola; personalmente, ho avuto l’esperienza di tre bufere di neve: la prima a Montescuro sulla Sila, poi in Val di Zoldo, infine nel pieno del Tavoliere delle Puglie, zona Beccarini, in aprile.
    I TG hanno finalmente equilibrato l’informazione e oggi, appare evidente che più della politica è la meteorologia a voler tenere unito il paese.

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