L’orto dei frutti dimenticati

Tonino Guerra, Poeta, scrittore e  sceneggiatore di Fellini e Antonioni scomparso di recente ha voluto realizzare un

“museo dei sapori utile a farci toccare il passato”, impiantando un Orto magico, un Orto che egli chiamò “”, l’Orto dei frutti dimenticati” Esso consiste in una “raccolta” di alberi da frutto appartenenti alla flora spontanea delle campagne appenniniche, presenti nei vecchi orti delle case contadine ma che oggi, non essendo più coltivati, vanno scomparendo. Nell’Orto si possono trovare svariate specie di mele antiche, pere selvatiche, bacche e frutti di bosco che la moderna agricoltura ha allontanato quasi anche dalla memoria. Tra i più insoliti: l’Azzeruolo (piccole bacche rosse o gialle con grossi semi e poca polpa dal sapore di mela), la pera Cotogna, la Corniola (una sorta di ciliegia allungata), il Giuggiolo (che produce delle “olive” dolciastre), l’Uva Spina, la Ciliegia Cuccarina, il Biricoccolo (susina blu con la buccia vellutata come quella dell’albicocca).

Io ho avuto la fortuna di ricevere in dono dall’amico Pino un cesto meraviglioso di mele antiche, di quelle piccole, di un verde delicato, profumatissime…mai viste prima. Eppure, a qualcuno dei miei conoscenti ai quali le ho mostrate e fatte assaggiare, sono balzate subito alla mente…qualcuno in una infanzia lontana le aveva viste, mangiate assaporate…le “melodde”…così le chiamavano le famiglie contadine che aveva qualche albero di queste piccole mele nei loro terreni, nei loro orti fecondi…

Grazie Pino, i tuoi doni sono incomparabili!

mele antiche

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4 thoughts on “L’orto dei frutti dimenticati

  1. Quando c’erano mio padre e mia madre melo e mele nostrane erano dette “u mulidd” e “l muledd’r”.
    Ora non ci sono più, nemmeno l muledd’r. Erano più piccole e brillanti di quelle in fotografia e maturavano in inverno, credo di ricordare. A sentire mia madre, mio padre ci perdeva la testa, perché erano piccole e davano poca soddisfazione allo stomaco. Sono più di trent’anni che non ne vedo. Se trovo una pianta la voglio coltivare di nuovo per lasciarla ai miei.

    • Pietro…mi dai una grande gioia nell’apprezzare questo post.. vuol dire che servono a qualcosa le cose che vado raccogliendo e raccontando…ti dirò una cosa…mio marito raccoglie i semi di tutti i frutti e dice” li conserverò in qualche buco della casa affinché un giorno lontano, qualcuno li trovi e li pianti” …

  2. So che ti farà ancor più piacere sapere che per me il tuo spazio è una sorta di museo della mia vita. Quando mi “affaccio” trovo sempre qualcosa di gradevole, scusa l’immodestia, qualcosa di me.
    In quanto ai semi ed alle piantine ti confesso che piantare qualcosa mi fa sentire nel futuro: piantare il piccolo di un albero longevo mi fa sentire proiettato nell’eternità (immanente). Forse tuo marito pensa la stessa cosa….

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