Pasta alla sangiuvanniello

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Pi lla misera, ogni vota ca scemmu a casa ti sròchima no tineva mai niente!
Ultimamente però, s’era ‘nvintatu ca sùbbutu sùbbutu ni faceva nnu piattu ti pasta alla Sangiuvanniello!
Mitteva l’acqua sobbr’allu furnieddu, e contemporaneamente mitteva nnu picca ti oglio intr’alla frizzalora, cu na spica di àgghja, la faceva sfumà nnu picca e po’ minava nna buttiglia di pummitòri a pizzetti, ca a tiempu ti staggione si faceva la pruvvista; do’ alìe nere comu lu ‘nchiostru, du filetti di sarde salate, e mmiskava tutti cose… Po’ llissàva do’ virmicieddi, o do’ bucatini, insomma, cè tinèva ‘ntra casa e li ccunzava.
Cè sapore ca tineva quera pasta, tuttu meritu ti li pummitòre a pizzetti cu tanta ti quiru vasinicòla intra ca puru ca era tiempu ti ‘nviernu ti pareva sia ca era luglio, agosto!

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One thought on “Pasta alla sangiuvanniello

  1. Curiosità dal nord Italia,
    La festa di San Giovanni Battista è il prosieguo cristiano di un’antica cerimonia pagana; nelle credenze demotiche la notte di San Giovanni è assimilata al solstizio d’estate mentre la notte di Santa Lucia a quello d’inverno.
    In estensione laica post.-medievale, in alcune regioni del nord d’Italia era sopravvissuta negli scapoli la tradizione di scegliere a San Giovanni tre gambi del mais, verosimilmente la varietà ancora fragile nei campi da mietere all’inizio dell’autunno assieme al precoce, la cui semina avviene invece dopo la raccolta del frumento.
    A ognuno di essi assegnavano un nome femminile, scelto tra le possibili future mogli in gioco.
    Il nome imposto alla pianta che, rispetto alle altre due, si presentava meglio cresciuta al tempo della mietitura, corrispondeva alla nubile da sposare.
    Altra versione afferma che la cernita avveniva già al tempo della semina o dei primi germogli e che a San Giovanni si indicava la piantina più alta.
    Si dice però che un contadino scaltro sapeva già in anticipo quale pianta si sarebbe allungata oltre le altre due, in virtù delle zolle favorevoli.
    Occorre riflettere sull’importanza salvavita del mais che, approdato dall’America, aveva risolto tanta parte delle difficoltà alimentari nella popolazione, pertanto era assunto a chiave di sorte per l’uomo che intendeva costruire una famiglia.
    Una tradizione meramente cristiana contava piuttosto di staccare un fiore dallo stelo e trapiantarlo; non si sarebbe appassito, così come la fede e il reciproco amore dei coniugi.

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