Archivio | marzo 2014

Un brivido davanti al fuoco

Eh! Sì, come non provare un brivido ammirando queste foto con le “pignate” davanti al fuoco del caminetto!
Nelle case moderne il Camino è un complemento d’arredo, un accessorio, una cosa da usare in qualche occasione straordinaria. I nostri genitori e i nostri nonni però lo utilizzavano per molteplici usi; Ovvero per cuocere i legumi; fave, ceci, fagioli, tòlica (cicerchia), per fare delle patate arrostite sotto la cenere bollente, per fare gli stufati, che richiedevano lunghe e lente cotture, così come lunga era la cottura dei favolosi Lampasciùni… Inoltre, i nostri vecchi, utilizzavano la brace per riempire il braciere e riscaldare le altre stanze della casa, per asciugare i panni che d’ inverno non asciugavano mai! Per fare “li fedde rosse”! Sì, si, proprio quelle che ora si chiamano bruschette e che vengono servite anche quando andiamo nei ristoranti! Tu guarda un po’!
fedde rosse
<a lampasciuni llissatihref=”https://saporidelsalento.files.wordpress.com/2014/03/1925055_518073774977342_578419064_n1.jpg”&gt;lampasciùni intr'alla pignata
pignate davanti al fuoco<a patanehref=”https://saporidelsalento.files.wordpress.com/2014/03/1507983_657985487576940_448912269_n1.jpg”&gt;pignate
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Per le “pignate” e le “fedde rosse” ringrazio l’amico Cosimo Baldaro!

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Era dei Carrettieri

trainovendemmia

Era dei carrettieri la mia terra,
era dei cavamonti!
Scendevano a frotte, le vendemmiatrici,
verso i pianori dei vigneti.
Incessanti le processioni dei traìni
sulla vianova fresca d’asfalto.

Così la ricordo, distesa, la mia terra rossa,
come ventre sempre fecondo di raccolti.
S’innamora persino il sole
dei grappoli dorati
ammiccanti dalle spalliere, allineate e altere.

Era dei carrettieri la mia terra
Irrorata di fatica e sudore
di speranza e pianto,
di sorrisi e rimpianto.
Si scandiva con canti sereni
Il lavoro delle raccoglitrici d’ olive
che, chine sulla terra sanguigna,
riempivano il paniere

dei frutti smeraldini.
Era dei carrettieri la mia terra
baciata sempre dal vento di favonio,
mentre ora, gettato come un rudere
in un cortile, “stè chiange nnu trainu”
e questa vigna cchiù nno face vinu!

tuttu vène e tuttu passa…

carnevale in famiglia

Tuttu vène e tuttu passa
passa ‘sta vita
e no’ torna cchiù
Lu carnevale sempre vène
pi ‘ngannà la gioventù.

Eccovi, amici, una vecchia filastrocca che diceva sempre mia nonna in tempo di carnevale. La saggezza degli anziani, i loro “ditterii”, le loro raccomandazioni intrise di una pedagogia non dichiarata, mi tornano alla mente in questo ultimo scampolo di carnevale…
Tutte le usanze in uso nei nostri paesi le ho descritte in questo stesso sito qualche anno fa…non mi ripeto.
https://saporidelsalento.wordpress.com/2012/02/19/carnevale-e-quaresima/

Vi lascio questa filastrocca che è pregna di significato, e sono certa che voi saprete apprezzarla e arricchirla con le vostre considerazioni.