Un Tuffo nel Passato

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AMICI, domani sarò ancora una volta ospite della trasmissione; L’Arcobaleno,i colori del Quotidiano, condotto da Anna Stella Ventruti . La nostra emittente è stata una delle prime ad essere ascoltata onair, collegandovi col vostro PC. all’indirizzo

http://www.direttaradiopuglia.it/.

Parlerò dei mestieri e delle azioni quotidiane svolte dalle nostre nonne e dalle nostre mamme!
tra cui; Mozzicare le fave, spaccare i fichi, fare il bucato sobbr’allu stricaturu,,, portare le spase al forno…esporre il Corredo delle spose..Insomma UN TUFFO NEL PASSATO!

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8 thoughts on “Un Tuffo nel Passato

  1. Favolosi quegli apparecchi radio dai pregiati legni intarsiati, gioia e dolore delle belle serate piovose, tutti riuniti ad ascoltare canzoni o teatro. Spesso capitava che iniziasse a gracchiare per una valvola saltata gettandoci nello sconforto. Subito iniziava la “corte” serrata al radiotecnico (un signore alto e stempiato che abitava di fianco all’asilo) e lo si attendeva come il luminare al capzzale del moribondo!
    E la domenica pomeriggio incollati ad ascoltare la radiocronaca della partita con l’immancabile finale:”Se la squadra del vostro cuore ha vinto brindate con Stok 84″. Poi arrivò la modulazione di frequenza, F.M. e le cose migliorarono molto ma quel gracchiare non lo dimentichiamo, anzi lo ricordiamo con rimpianto e nostalgia!

  2. Sacrosante parole.
    Io ho ancora la fortuna di conservare un mobile bar con le antine interne rivestite di specchietti.
    Sopra, alzando un coperchio vi è il giradischi a 78 e 45 giri con le punte in bronzo.
    La radio ( non funzionante, spero ancora per poco, in quanto aspetto il tecnico per poterla aggiustare) la famosa allocchio bacchini, con la quale da ragazzino ascoltavo la hit parade condotta da Lellio Luttazzi oltre alle partite commentate da Niccolò carosio.
    Belle, veramente belle.

  3. Ah, dimenticavo di scrivere poi dei dischi a 78 giri con le musiche di Luciano Taioli, Claudio Villa, Nilla Pizzi, oltre poi pezzi pregiati della Aida e Rigoletto.
    Eredità della mia amata e in dimenticata Zia Mimina, anima della mia vita.

  4. Favolosi quei mobili-bar veri capolavori di artigianato e ingegnosità. Ricordo gli specchietti interni illuminati e il reparto bar con le bottiglie di liquori fatti in casa. Quanti festival di Sanremo abbiamo ascoltato in compagnia, in casa di qualche fortunato possessore di questi apparecchi. Noi avevamo una semplice radio poggiata su tavolino di marca CGE (qualcuno la ricorda?).
    Allocchio.Bacchini fu invece il nostro primo televisore. Quanta simpatica nostalgia mi procura quella gloriosa marca scomparsa per sempre nelle nebbie dei tempi lontani.
    Ritornando al radiotecnico che riparava gli apparecchi radio, spesso soltanto sostituendo una valvola, mi pare di ricordare si chiamasse Albanese e abitava di fianco all’asilo nella piazzetta dei Lovelli. Quando la radio faceva i capricci (spesso!) si correva a supplicare l’intervento del Signor Albanese e lo si attendeva come un taumaturgo!

  5. Ricordo quanto amassi la voce di Isa Bellini, una show-girl (come si dice oggi) radiofonica impareggiabile, gli arrangiamenti musicali dei maestri D’Anzi, Angelini, l’indimenticabile voce di Beniamino Gigli, spettacoli quali “La briscola” e “Il motivo in maschera”.
    E come non ricordare poi quella trasmissione per le Puglie trasmessa il primo pomeriggio di Domenica dall’emittente barese che teneva incollata all’apparecchio l’intera famiglia a gustare motivetti canori, battute e storielle ironiche senza mai ricorrere alle parolacce. Gustose invenzioni surreali come andare a prendere il caffè nell’elegante bar della stazione ferroviaria di Grottaglie.
    Anche i miei possedevano quel mobile-bar-radio- grammofono i cui sportelli laterali si aprivano in una fantasmagoria di specchietti che riflettevano luce e immagini di bicchierini e bottiglie di rosolio.
    Merito di quell’acquisto, appunto, mamma, con la compiacenza di papà, organizzava sovente delle festicciole assieme alle sorelle, quali momenti liberatori dalla guerra e per festeggiare i propri mariti che ne erano rientrati sani e salvi.
    Non ho più rivisto in seguito i miei genitori così abbracciati a guardarsi negli occhi e a baciarsi, la vita ha i suoi sani incisi irripetibili e bisogna coglierli senza reticenze: quelle radio furono galeotte.

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