Le frittelle di Natale

pettole

Dice lu Pruvèrbiu: Lu riccu quannu vo’ e lu pòviru quannu po’! osci l’agghju putùtu fa ìu nna francatatedda di pèttili.

E, visto che non passa giorno che dalla mia bacheca non giungano visitatori alla ricerca delle “Frittelle di Natale, vi do la mia ricetta facile facile.

Mezzo kg. di farina per pane e focacce
1 lievito di birra
due cucchiaini di sale fino
olio extravergine d’oliva.
acqua tiepida per impastare.
Non serve la spianatoia, perché si farà l’impasto in una ciotola di plastica abbastanza larga.
Versarci la farina, il lievito sbriciolato, e i due cucchiaini di sale.
Aggiungere acqua tiepida e impastare, sciogliendo bene il lievito, cercatelo nell’impasto e schiacciatelo tra le dita…
Deve venire un impasto molle; quando lavorate gli ingredienti devono apparire le bolle. Ci vuole un po’ di energia per lavorare la pasta che si fa rigorosamente a mano, come lo facevano le nostre mamme.
Io per accelerare i tempi della lievitazione ho acceso un po’ il forno e l’ho fatto riscaldare qualche minuto. Ho spento e vi ho messo a riposo l’impasto. Dopo un paio d’ore la mole della pasta si sarà duplicata.
Mettete l’olio quello buono di frantoio di fresca molitura sul fornello a riscaldare e quando è abbastanza caldo ma non Fumante, vi immergo la prima cucchiaiata di pasta e “assaggio” di sale, se occorre aggiungete ancora qualche pizzico di sale fino nell’impasto. Proseguite la frittura abbassando un po’ la fiamma del fornello altrimenti le frittelle si “Avvampano” da fuori ma restano crude di dentro. Scolare di volta in volta disponendo le frittelle sulla carta del panettiere e lasciate scolare i residui di olio. Ultimata la cottura togliete quella carta e mettete sul fondo della coppa dei tovaglioli di carta pulita e servite o al naturale o spolverando le frittelle con abbondante zucchero. Non zucchero a velo, quello lo utilizzerete per i sofisticati Pandori tanto reclamati dalla televisione.

Ah! dimenticavo, da noi le frittelle di Natale si chiamano Pettole!

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One thought on “Le frittelle di Natale

  1. Carissima Anna,
    ci siamo solo sentite per telefono, ma mi sembra di esserti amica da tanto per i ricordi e le emozioni che risvegli in me.
    Come ti ho raccontato vivo da quai trent’anni nelle Marche ma sono tarantina di origine.
    Alcuni articoli da te postati mi richiamano alla mente profumi e sapori mai dimenticati, anche perchè il tuo modo di parlare di certi antichi cibi è “poetico”, come d’altra parte non potrebbe esserlo, visto che a scrivere sei tu.
    Queste “pettole” io le continuo a fare ogni anno a Natale e le ho fatte conoscere ed apprezzare anche qui. Per i miei figli, che pure sono cresciuti qui, non è vigilia senza pettole.
    Complimenti e un abbraccio affettuoso,

    Anna Pia

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