Bocconotti della nonna

bocconotti e frollinifrollini

Come ai tempi della nonna Gesualda, anche da noi, in questo magico tempo d’Avvento, si possono gustare col palato dell’anima odori e sapori che invadono le strade fuoriuscendo dalle porte della case basse che ancora persistono nei nostri paesi.
Ai tempi della nonna nei giorni che precedevano le Feste Grandi come l’Immacolata, Il Natale e l’Epifania, le donne preparavano savoiardi, taralli all’olio, taralli al pepe, taralli al vino bianco, castagnette, bocconotti ripieni di marmellata d’uva.. i ragazzini portavano le “spase” al forno, le donne seguivano a distanza perché anche loro si recavano al forno a sorvegliare la cottura e che nessuno facesse la “cresta” nelle teglie dei loro dolci.

Ieri sera, di ritorno dalla Novena dell’Immacolata, mi sono decisa a fare anch’io qualcosa per far sentire ai miei cari I profumi e gli antichi sapori del Natale.
Avendo inesauribili scorte di marmellate, che preparo l’estate e che non riesco a consumare, ho deciso
di preparare i famosi bocconotti, specialità della nonna Gesualda.

Ingredienti
1 kg di farina, 400 g di zucchero, 200 g di margarina o burro, 200 gr. di olio (Di cui 100g di olio d’ oliva e 100 gr. di semi), 2 bustine di Pane Angeli, 5 uova, 2 limoni grattugiati .

Impastare tutti gli ingredienti solidi, poi aggiungete il burro ammorbidito e l’olio di semi, impastare bene e far amalgamare tutta la massa, unire la buccia dei 2 limoni grattugiata, e le 5 uova intere,
Imburrare le formine di alluminio, passarci all’interno un velo di farina, capovolgere e sbatterle per eliminare la farina in eccedenza.
Prendete una noce di pasta e schiacciatela tra le mani, fino a farla diventare sottile, introducetela nella formina, fino a far toccare il fondo, introducete all’interno un cucchiaino di Marmellata o di Nutella.
Prendete ancora una noce di pasta, stendetela con lo stesso sistema tra le mani coprite la formina a “coperchio” eliminare l’eccedenza di pasta, premendo sul bordo della formina…
Completata l’operazione disponete le formine nella teglia e infornare a 180° per circa 20-25 minuti fino a quando non le vedrete dorare… a cottura ultimata, fate raffreddare prima di capovolgerle e disponete i dolcetti in un contenitore col coperchio, perché ben chiusi rimarranno a lungo friabili e croccanti.. volendo si possono spolverare di zucchero al velo.

A me, rimanendo un pugnetto di pasta frolla, è venuta la felice idea di fare anche dei simpatici frollini utilizzando delle formine fantasiose, come stelle, cuori, lune e quadrifogli…
belli da vedere e da gustare.

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5 thoughts on “Bocconotti della nonna

  1. Ciao.
    Mia moglie, che si diletta a pasticciare, vorrebbe provare la ricetta di Nonna Gesualda, ma non sa quando usare i 100 g di olio d’oliva. In attesa di ragguagli ti auguriamo una felice festa dell’Immacolata.

  2. Pietro ti spiego velocemente come ho fatto io: Ho setacciato la farina sulla spianatoia, ho unito prima lo zucchero, poi le bustine di lievito e la buccia dei limoni, poi le uova, intere, ma ne ho messe 4 invece di 5. Ho impastato bene tutto e poi a poco a poco ho inserito prima il burro e poi l’olio. Se l’impasto dovesse risultare già troppo morbido, aggiungo qualche altro pugnetto di farina, Se la pasta la si vuole schiacciare col matterello prima di metterla nelle formine spolverare sempre la spianatoia di farina. se si deve fare la seconda “Infornata” di bocconotti, lasciar raffreddare qualche minuto prima di estrarli dagli stampi, e umidirli nuovamente con l’olio o col burro e successivamente con la spolverata di farina!! Io per pigrizia la seconda volta non l’ho fatto e se ne sono rotti due o tre che, però, abbiamo gustato golosamente io e mio marito con una velocità supersonica….
    Buona festa dell’Immacolata a te e famiglia.

  3. La mia nonna Teta, li faceva con il vino cotto e con la cotognata, poi faceva le cartellate e li purcedduzzi con miele o vino cotto. Che buoni che erano. Non parliamo poi dei vari tarallucci a tutti i modi, dei biscotti savoiardi e del pane di grano e le frise d’orzo e bianche. Per noi che vivevamo a Taranto, andare a Santa Maria di Leuca dove viveva la nonna Teta era una gioia immensa, anche perch sapevamo di trovare tutte queste belle cose. Ahh che bei tempi erano gli anni 60/70 ora tutto riservato al turista che arriva da Milano e dalla Svizzera, in pi la cara Nonna Tete non c’ pi.

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