Archivio | novembre 13, 2013

I Vini di Pino

etichetta Donna Mariarapina etichettarapina di un raggiofiano di avellinole pregiate uve

Amici, questa volta vi racconto la storia di vino davvero originale, sia nel gusto che nella sua denominazione che ha qualcosa di poetico.” Rapina di un raggio di sole”
Questo vino è prodotto dalle uve della Tenuta “ Le monache” del mio amico Pino Nigro, il quale, pur essendo un Ragioniere non disdegna di prendersi cura della sua personale produzione di vino, che è prettamente “ Prodotto per La famiglia e per gli Amici “, come simpaticamente afferma nelle sue etichette personalizzate.
Con quanta passione il Signor Pino Nigro ha confezionato questo pregevole nettare divino.
Quanta fantasia e quanto amore per la terra, i vitigni, i grappoli, i filari.
Il vino che egli ottiene in quantità limitata, è prodotto dalle uve della sua Tenuta, in agro di Taranto, dove i fattori pedoclimatici consentono una produzione di pregiate cultivar di “Greco di Tufo” , di “Fiano di Avellino” e del salentino per eccellenza che è il “Primitivo”.
Il vino che ricava da queste uve, ricche di buoquet austero e vigoroso, è degno delle migliori tradizioni enologiche, grazie all’antica, naturale e amorosa tecnica di lavorazione trasmessa dei padri, ottenendo quella esaltazione delle qualità organolettiche tanto apprezzate dalla famiglia e dai fortunati amici, privilegiati degustatori di questo raffinato nettare degli Dei.
Il colore Rosé e l’elegante Bianco paglierino, nonché il loro profumo e la loro gradevole alcolicità, (circa 13,20) rendono questi vini ideali per accompagnare pietanze a base di pesce, di frutti di mare e carni bianche.
Pino consiglia anche la giusta temperatura che consente una migliore esaltazione del bouquet dei suoi pregiati vini, e suggerisce di servirlo fresco intorno agli 8-10° gradi.
Nel ringraziarlo dei suoi pregiati omaggi desidero dedicargli questo Post e complimentarmi della scelta della denominazione “Rapina di un raggio di sole” che fa invidia ai poeti e a me in primis, mi pare, infatti, il titolo o la chiusa di un bel componimento poetico non da leggere ma da degustare.
Prosit!

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