Lu laùru

Carretto1]

Laùru – Folletto, spiritello della casa. Molte sono le leggende popolari che si raccontavano sulle stranezze di questo folletto l’inverno attorno al braciere o nelle sere d’estate seduti sull’uscio di casa. I racconti relativi a questo strano personaggio, a cavallo tra la fantasia e la realtà, avevano tra i protagonisti favoriti le donne, gli uomini e i “travinieri” o perlomeno coloro che possedevano un cavallo o un somaro.
Accadeva infatti che di buon mattino, quando non era ancora giorno, il contadino si recasse nella stalla a ”governare” la sua bestia prima di intraprendere una lunga giornata di lavoro, e vi trovasse alcune stranezze che con la sua semplice ragione non sapeva giustificare. La coda del cavallo abilmente intrecciata o annodata, i secchi con la biada capovolti e rovesciati per terra, le stringhe delle scarpe legate in maniera intricata e berretti da notte sottratti inspiegabilmente ai rispettivi proprietari.
Le donne erano prese di mira dagli interventi del laùro molto più che gli uomini. Questo invisibile spiritello della casa amava trastullarsi piacevolmente, tormentando non poco le donne, procurando loro dispetti di ogni genere. La notte si sedeva sul loro stomaco procurando sensi di pesantezza e di soffocamento, tirava loro le coperte di dosso, scarmigliava i loro capelli e li annodava o intrecciava in maniera intricatissima e la povera sfortunata, per non ricorrere alla forbici era costretta ad impiegare moltissimo tempo per recuperare integra la sua chioma. I crampi notturni alla estremità ? Erano opera del Laùro, naturalmente.

Si racconta che moltissimi anni fa, una famiglia decise di traslocare per sottrarsi ai disagi che questo folletto procurava loro.
Era il giorno di Santa Maria, il 15 agosto, giorno in cui scadevano i contratti d’affitto. La famiglia caricò tutte le masserizie sul travino e fece con questo mezzo di trasporto tutti i viaggi necessari per trasferire nella nuova casa le povere cose, i poveri mobili. Nell’ultimo carico montarono su la moglie, le suocera e i tre figli…portavano anche “lu catarieddu” con qualche tegame di terracotta essendo oggetti preziosi per la vita della famiglia… Ad un certo punto, mentre arrivarono a pochi isolati dalla nuova casa, incontrarono un conoscente che gridò al loro indirizzo” Wè cumpa’ Mimi’, ce ste faci’? addò ste ve’???” Ma prima che l’interpellato avesse modo di rispondere, si alzò come per incanto il coperchio della caldaia e uscì una testa strana di folletto mai visto prima che rispose” stà scasamu ca addà nonci putemmu sta’ cchiù”.

Annunci

2 thoughts on “Lu laùru

  1. Laura, o aure, così veniva chiamato nel tarantino, ed anche da noi cerano un sacco di leggende metropolitane su questo folletto. Certo avvolte di cose strane ne succedevano, e ne davano la colpa alla aure, ma cera anche tanta promisquità, e tanti figli in ambienti ristretti, allora i genitori durante i loro atteggiamenti amorosi, si giustificavano dando colpa al folletto, che faceva urlare la mamma, o che la picchiava ecc. ecc.
    Comunque per noi ragazzini dell’epoca restano bei ricordi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...