Archivio | agosto 1, 2013

lu vummile

la ragazza col VummìleLu vummìle

Qualche settimana fa fu pubblicata sul Nostro Gruppo di Facebook una splendida fotografia in B/n di una ragazza che recava appoggiato sul fianco, e tenuto bel stretto tra le braccia, lu Vummile!
Lu vummìle è un oggetto di terracotta atto a conservare fresca l’acqua che i nostri antenati si portavano in campagna per dissetarsi durante le lunghe e calde giornate di lavoro.

Dotato di un collo stretto e una base “panciuta” questo oggetto della nostra tradizione contadina, conservava a lungo la freschezza dell’acqua che i contadini attingevano alle fontanelle pubbliche dislocate lungo le strade del paese e che erogavano acqua potabile freschissima.

Così commenta l’amico Mimmo Modarelli :”La terracotta, trasudando naturalmente e l’evaporazione che ne consegue, secondo un principio fisico, determina l’abbassamento della temperatura. La freschezza la da u Vummil. L’acqua è fredda non perché u vummil ne conserva la temperatura, esso è in grado di abbassarla specialmente ponendolo, come facevano i nostri saggi vecchi, al fresco ed in un posto ventilato.”

Ne è scaturito un interessante dibattito condito di ricordi e di tanta nostalgia nei riguardi del nostro recente passato che ancora una volta mi hanno rassicurata dall’aver intrapreso, con questo blog, un percorso sul filo della memoria che si va sempre più rinsaldando con esiti di condivisione davvero sorprendenti.

Nota: l’Amico Modarelli essendo tarantino trapiantato a Bari, chiama con diversa fonetica questo antico e prezioso oggetto, contenitore della fresca acqua del glorioso Acquedotto Pugliese, e cioè “u vummil”.

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