Archivio | luglio 2013

Fiori di zucca!

fiori di zuccapsdim ogni fiore vedo una stella jpgfiori per te per me  per voi

Amici, svegliarsi una mattina e trovare alla porta un amico che ti lascia un mazzolin di fiori è sempre una cosa meravigliosa. Se poi i fiori sono fiori di zucca la cosa è davvero strepitosa!
Ho già detto altre volte come amo cuocerli, (cioè ripieni e cotti al forno) e anche questa volta desidero darvi una ricetta facilissima e gustosa. FIORI DI ZUCCA fritti in pastella con una farcitura di formaggio e un filetto d’acciuga diliscata…

Il formaggio deve essere di vostro gradimento, inseritelo all’interno del fiore precedentemente lavato e.. ispezionato, onde evitare che vi siano all’interno delle formichine campagnole… inserite il filetto d’acciuga e passatelo nella pastella di farina. Quando passate il fiore nella pastella arrotolatelo su se stesso, l’impasto farà da collante e il fiore verrà bel sigillato. Friggeteli in olio d’oliva ben caldo e servite con una bella decorazione di piante aromatiche di stagione.

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Muretti a secco

muretto1muretto a secco

Il Salento è una terra davvero ricca di risorse e di beni ambientali. Persino le sue pietre sono un bene protetto, anzi, i suoi muretti fatti di pietre che comunemente chiamiamo “ muretti a secco” . Questi sono muri bassi che circondano una proprietà; sono muri di cinta, sono segni visibili dell’abilità dell’uomo.

Sono pietre incastonate, incatenate, concatenate, inserite, adeguate, manipolate, posate con grande maestria ed abilità dagli uomini del Sud, di quegli uomini che si vanno perdendo, estinguendo come categoria di artigiani della pietra, di quelle mani callose che con tanta perizia eseguono questi recinti pietrosi, che oramai sono un segno identificativo della nostra terra di Puglia.

Alcuni giorni fa ho visto da vicino alcuni muretti a secco; li ho toccati, li ho fotografati, li ho ammirati con sacro rispetto, pensando a quanto sudore sono costati ai nostri rudi uomini del Sud. Un muretto di questo tipo infatti è molto più impegnativo da realizzare rispetto ad un altro che fa uso di cemento. Oltre a questo è necessario molto tempo e pazienza poiché in un giorno difficilmente si potrà posare più di un metro cubo di pietre considerando che le pietre devono essere scelte ed eventualmente lavorate ad una ad una per poterle inserire nella muratura.

Per un muretto a secco bisogna lavorare con pazienza cercando di mettere la pietra giusta nel posto giusto. La solidità del muro è in gran parte dovuta all’abilità di far combaciare le pietre il più possibile, come in una sorta di puzzle in cui ogni pezzo deve trovare la sua giusta collocazione.

Una volta terminati questi muri restano forti come fortezze, nessuno, mai più li demolirà. Al loro interno, negli interstizi, troveranno rifugio i piccoli animali che popolano le campagne in cerca di frescura, in quanto essi immagazzinano umidità.

Non è raro infatti vedere il loro basamento ricoperto di muschio.

E’ stato bello ed interessante ascoltare quanto la nostra guida ci ha detto sui muri a secco che circondano come un materno abbraccio le nostre campagne. Ora li amo di più, e ogni volta che ne incontrerò alcuni penserò a loro, ai nostri instancabili uomini del Sud, abili ad incastonare pietre che osano sfidare lo scorrere inclemente del tempo.

Ed è quasi ieri

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Il vento accarezzava dolcemente
fianchi alle campane,
complice il campanile
fingeva di non vedere.
Il cielo stendeva sulle case
veli azzurri
e rimuoveva le ultime ombre
attardate nei vicoli.

Un canto di madre
in lontananza
sferzava la pigrizia
indugiante
nel tepore notturno
di percalle.

I bimbi a malincuore
si svegliavano,
abbandonando i familiari luoghi
dell’inconscio,
dove esorcizzavano
le giovani paure.

I vecchi depennavano
ancora un giorno al calendario
quasi a sfidare il tempo
temuto.

Si annunciava
un giorno come tanti.
Era oggi,
ed è quasi ieri.

i gigli marini delle nostre dune

IMG_1421IMG_1412IMG_1418giglio marino

Credo, senza ombra di dubbio, che le cose che ci danno più emozione in questo nostro tempo, sia incontrare, vedere, ritrovare, cose, oggetti, volti e voci del passato e persino profumi…
A me è accaduto di trovarmi davanti agli occhi numerosi cespugli di gigli marini, in quel di Manduria, una spiaggia che sta esattamente in San Pietro in Bevagna… vicino alla foce del fiume Chidro…quel fiume che mi ricorda tanto l’amico Silvestro Silvestri, poeta, che viene a trascorrere in Puglia da anni, le sue vacanze estive…

Questi gigli, credetemi, mi hanno catapultato nella mia ormai lontana fanciullezza, quando, quelle rare volte che sono stata al mare, mi spingevo lontana da mia madre e i miei alla ricerca di questi straordinari, bianchissimi, fiori.

Non avrei dovuto, ma ne ho raccolti alcuni perché la mia macchina fotografica dava ormai ripetuti segnali di “batteria scarica”. Li avrei fotografati al mattino seguente, in tutte le esposizioni di Luce possibili… per condividere con voi questa incantevole visione.

Naturalmente li ho tagliati corti lasciando intatta la base, senza sradicare e danneggiare il cespuglio, per altre prodigiose fioriture