Archivio | luglio 17, 2013

Cuscini di lana e materasso di crine

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Ieri ho dismesso alcuni cuscini di lana. Mi è dispiaciuto, ma non sono più in grado di lavare la lana, e poi aprirla per poi reinserirla nei guanciali. Le mani fanno male, specie i pollici e gli indici che sostengono la maggior parte della fatica in questo antico mestiere ormai desueto.

E così è stato facile tornare indietro nel tempo e pensare alla mia infanzia, quando con le mie due sorelle dormivamo sul materasso di crine, alto, che talune volte mi serviva lo sgabello per salirci su! Ci si dormiva bene, scricchiolava un po’ come quello di foglie di granturco, ma poi col sopravvenire del sonno, non ci si badava più.
L’indomani la mamma lo riassettava introducendo le braccia “nel saccone” tramite due aperture a mo’ di tasche e rimestava il crine, e lo rendeva soffice per altre dormite e altri sogni.

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