La festa del grano

Grano, foto reperita sul Web festa del grano con testo di anna marinelli

La Festa del Grano

Trebbiare in un giorno di giugno assolato,
vedere scorrere il carato dell’oro delle messi,
restare senza fiato.
Grida e voci si inseguono, si susseguono,
restano sospese nell’aria infuocata, la festa è cominciata!
Non voglio perdermi neppure una scena.
Mi siederò qui, al limitare del campo,
e attenderò che l’ultimo covone sia trebbiato…
Me ne starò qui, in silenzio,
con il mio sguardo assorto e innamorato.
Farò parte del gruppo di donne
che alacremente affaccendate,
stringono fasci di spighe
tra le loro braccia accalorate,
con i loro capelli raccolti negli ampi fazzoletti,
accaldate, felici, sudate.
Sarò bambina tra i bimbi
che felici riscoprono l’amore per la terra.
Sarò pula, che vola leggera,
sarò chicco e farina,
sarò fetta fragrante
tra le mani di un bambino,
sarò spiga e pane del mattino.
Sarò tozzo di pane raffermo
intinto in un bicchiere di buon vino.

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4 thoughts on “La festa del grano

  1. La foto: antica ma sempre ricorrente pagina geriogliptica della natura, la quale vi appone finanche l’accento ritmico della poesia.

  2. Il termine è parallelo a “Geroglifico” questo dal greco HIEROS “sacro” e GLYPHEIN “incidere” e vale “disegno convenzionale” oppure “ideogramma” tutti relativi alle antiche scritture.
    Gerogliptico è utilizzabile come suo sinonimo ma in realtà indica con più precisione tutto ciò che è proprio dell’incisione (GLYPTES) riferita al sacro.
    Nel caso della foto, il riferimento è attinente alla sacralità naturale del grano, antico quanto il coltivatore.
    Il fiore di papavero è l’allegoria della poesia che l’uomo aveva spontaneamente composto nel rivolgere parole di ringraziamento agli dei per il munifico dono, e che la natura ha voluto immortalare “inventando” quel fiore di rosso acceso tra i campi di grano (come pagine scritte) assimilandolo all’accento ritmico dei versi poetici.

    Non dimentichiamo che Pagina valeva in origine “piantagione a schema regolare” dal lat PANGERE “piantare”; da qui la tradizione metaforizzata della pagina cartacea scritta (arata) dal pennino,.

    Con ammirazione per la straordinaria immagine suggeritrice di quanto detto.

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