Case bianche e “érva ti vièntu”

rudere e capperi in fiore.case con animafinestra chiusacornicisono tornata

Credo che, quando nel Febbraio del ’91 io detti alla luce il mio secondo libro intitolato “Animismo Domestico” nel quale raccontavo in prosa poetica il mio lungo periodo di clausura vissuto accanto a mia madre ammalata, e narravo e farneticavo sul fatto che le case avessero Un’Anima, dentro di me ci fosse già il Virus dolce del mio amore per le vecchie case, che si va infiammando in questo ultimo periodo attraverso la ricerca appassionata delle vecchie case di un tempo, abbandonate, imbiancate, desolate e ornate di erba parietaria e talvolta, anche di cespugli di capperi, con fiori e frutti al seguito. Ora mi sorprendo a camminare con lo sguardo all’insù, perche nolla mi sfugga, nessuna elegante cornice, nessuna porta senza vetri, nessun decoro, nessuna violenza…mi consumo gli occhi su quelle pietre antiche e vorrei che nessuna di esse mancasse all’appello, e restassero lì, mute testimoni di un tempo, verso il quale rivolgo il mio affettuoso saluto…penso anche che, per come mi sono messa alla ricerca, tra poco poterebbe uscirne un documento, quasi un censimento di tutte le vecchie case, nelle quali, se si porgesse l’orecchio, si potrebbero udire ancora voci di donne felici e bimbi chiassosi giocare nei cortili.

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7 thoughts on “Case bianche e “érva ti vièntu”

  1. Permettetemi questa considerazione: Gli inglesi dicono :”La mia casa e’ la mia fortezza” intendendo con cio’ il suo potere protettivo.Essa e’ parte di noi stessi, intrinsica della nostra personalita’,rappresenta un archetipo in tutte le civilta’ e, se osserviamo i primi disegnini dei bambini ,non manca la casa gia’ dalla prima infanzia:solo il tema “Madre” ha un simile valore.
    Visitando una persona nella sua casa possiamo conoscerla forse meglio che conversando, perche’ qui non reggono le maschere.La casa trasmette con la sua autenticita’e chiarezza,la luce, il colore,i lo stato d’animo di chi ci vive, la gioia el’ amarezza, l’amore e la sociabilita’. E’ uno stato d’animo che non si puo’ celare. Ben a proposito Anna ricorda ” i profumi della cucina dell’altro, le risate e le voci e i fatti” e ben dice quando li definisce VALORI, purtroppo, persi in questo vortice di consumismo e di tecnocrazia sfrenata.

  2. Case abbandonate per dimore moderne e confortevoli ma quelle pareti scrostate parlano ancora l’antico linguaggio di coloro che, con l’esempio anzitutto, forgiarono generazioni e generazioni ai sani principii della modestia, del rispetto e dell’ “HONESTE VIVERE” che testimoniarono con la loro vita!
    Splendida la bianca scalinata “arricchita” dal ciuffo di erva ti vientu. Ricorda le pascoliane chiesette “che erbose hanno la soglia” nel senso di abbandono ma che spesso parlano più di una sontuosa cattedrale, proprio come le nostre care vecchie case di un tempo!
    Anna non finisce di sorprenderci con le sue felicissime intuizioni di vera e collaudata poetessa.

  3. Amici miei, ho ribattuto a macchina tutto il Poema “Animismo Domestico” dato che allora non c’era il PC e mi costò tanta fatica battere tutto il lavoro con la mia Olivetti” lettera 33″ per potervi offrire qualche stralcio di quell’opera, giacchè il Libro cartaceo è andato esaurito…metterò qualcosa di tanto in tanto…per parteciparvi quella gestazione così dolorosa…venuta alla luce dopo la lunga malattia di mia madre, Gesualda!
    Grazie di cuore per essere sempre così presenti, partecipi e vicini al mio sentire.

  4. Quelle case, ora vuote e silenziose, quelle scale che nessuno più calpesta, sono come gli scheletri di coralli che con il tempo hanno formato grandi isole, così questi vecchi muri hanno forgiato, come magnificamente ha spiegato Gino, generazioni di brava e bella gente, quella gente di cui l’umanità ha sempre più bisogno, per rigenerarsi.

  5. Ciao a tutti voi….ragazzi.
    Alla morte dei miei genitori, a noi figli toccò l’ingrato compito di dividere tutto ciò che i nostri cari avevano unito. Io senza ombra di dubbio scelsi la vecchia cara casa con pregi e difetti, lasciando agli altri il nuovo.
    Difetti dicevo: quelli delle vecchie case, con muri crepati, intonaco cadente, umidità di salmastro latente.
    PREGI: mura che mi hanno visto nascere, crescere, ridere e piangere. sentire ancora la voce di mio padre e quella di mia madre rimbombare nelle stanze.
    Il nuovo scelto dagli altri: ASETTICITA’ ASSOLUTA. Belle ccase, ma sempre asettiche.
    un abbraccio

  6. Bellissime parole quelle di Mino che denotano grande dimensione umana e una ricchezza d’animo che lo hanno indotto a scelte del cuore e non della mente!

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