primo sole di giugno

mimina al mare

Ai primi caldi del mese di Giugno, le fanciulle sentivano l’ineludibile richiamo del mare.Era forte la voglia di esporsi al primo sole. Non c’era bisogno di protezione dai raggi ultravioletti, al mare si andava quasi tutte coperte, era impensabile il costume da bagno a Due pezzi, oggi ridotto ai minimi storici…non si copre più nulla, non si lascia più nulla all’immaginazione, al desiderio …tutto è svenduto, tutto a buon mercato, si sazi chi può.
Mi emoziona aver trovato questa foto di mia sorella Mimina(dimuinuitivo di Cosima)col pinocchietto ante litteram sulla sabbia di Lido Silvana,una spiaggia ambita ma mai affollata come in questi tempi. Non tutti avevano due o tre macchine in casa come adesso. Si aspettava che Mimmino Sergio, detto (Bombo’) mettesse a disposizione dei bagnanti uno dei suoi tanti Pullman.Si aspettava una domenica soleggiata per andare sul motorino con papà.Si aspettava che il vicino di casa avesse premura di invitarti ad andare con loro magari a..Patruvale..Si aspettava. Si aspettava… mentre oggi si consuma tutto e subito, senza gustare nulla, nemmeno la bellezza e la carezza di questo primo sole di giugno!

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6 thoughts on “primo sole di giugno

  1. Al punto di sempre, caro(a) amico(a) evergreen, così come vuole la natura con i suoi cicli, che sovente dimentichiamo per la nostra impermanenza terrena.
    1491. Inverno gelido, congelamento dell’Arno e di altri corsi d’acqua dell’Italia centrosettentrionale.
    Quando tutto sembrava finito, arrivò giugno con nevicate a Bologna (circa 40 cm) e Ferrara.
    L’Italia continentale fu avvolta da gelate e brina mandando al fallimento coltivatori e alla carestia i cittadini, i quali, a quel tempo, si nutrivano principalmente di prodotti agricoli.
    Il clima condizionò la penisola centromeridionale provocando danni alle colture e al sostentamento della gente.
    Il fenomeno si ripetè nel XVIII secolo e ancora, periodicamente, nei secoli successivi.
    Notizie sempre più certe grazie alle dedizioni scientifiche (strumenti e ricerche) che l’Illuminismo avrebbe incignato.

  2. Certamente. La natura non aveva mai cessato di sorprendere l’uomo poiché questi non aveva potuto storicamente confrontare la propria memoria naturale con i ricorsi climatici, da sempre peculiarità planetaria.
    Dalle prime aperture illuministiche, l’uomo avrebbe posseduto gli strumenti idonei non solo a memorizzare eventi e fenomeni ma addirittura a imparare di estrarre dai regni minerale e vegetale gli antichi ricordi che erano serbati come in una sorta di scrigno naturale fin dagli albori della terra.
    È un luogo comune ma è sempre bene rammentare che se per la natura due manifestazioni simili sono incalzanti nel tempo, per la memoria umana, invece, col passare d’intere generazioni si giunge a dimenticarle.
    Così un inverno pare gelido come non mai, un’estate torrida come non mai, una primavera inesistente come non mai… quel che è tragico però che si edifichi non adeguatamente in aree dove a distanza di secoli si reiterano dissesti tettonici o idrogeografici, cicli di fortissimi cicloni, o, più semplicemente, dove, sempre con intervalli di secoli, le acque torrenziali ritrovavano i loro alvei di sbocco verso il mare.

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