Un documento audio assolutamente inedito e suggestivo.

Popolina e Arturo Testalu quartetto Centra

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9 thoughts on “Un documento audio assolutamente inedito e suggestivo.

  1. Un documento audio più che visivo…nella foto c’è Popola che da qualche tempo sta frequentando il sito. popola da ragazza ha vissuto a Erisan, in Svizzera, dove ha cantato e intrattenuto piacevolmente gli italiani presenti in quella cittadina.

  2. per la precisione in quella occasione ero a Erisau ,ma io vivevo e lavoravo a San Gallo svizzera,tutto quì volevo precisare solo quello.

  3. ecco si l’ho sentita ,è vero, era proprio così ,chi le scriveva queste canzoni la conosceva bene la vita dell’emigrante, però devo dirti che gli italiani l’hanno vissuto con dignità ,anche se la nostalgia era tanto,perchè cara Anna l’emigrante era pieno di amor patrio,anche se poi tornando in italia la dignità la perdeva ,per mancanza di lavoro ,e iniziavano i sensi di colpa per aver lasciato l’emigrazione,come tanta gente oggi che per mancanza di lavoro hanno perso la dignità,e la voglia di vivere,non c’è futuro per tanti giovani capaci,anche oggi in italia,l’italia non cambierà mai finchè ci saranno mascalzoni a governarla.

  4. \…\ Qualcuno si sarà chiesto se l’istituzione del glorioso convoglio ferroviario, che partiva quotidianamente da Lecce per Venezia – Trieste e ritorno, sia stata suggerita dalla richiesta di emigranti verso quelle terre di confine o per favorirne la diaspora, come d’altronde per il Lecce – Milano – Torino, per accezione, questo, già definito dal popolo il treno della fame.
    C’era sempre stata, però, rispetto al primo, una distinzione di quest’ultimo, affollato di operai e lavoratori in genere, diretti fin in Svizzera e in Germania, i cui scompartimenti si trasfiguravano in bivacchi, appunto per un viaggio che sembrava interminabile, sovente intrapreso da interi nuclei famigliari via via allargati da nuore e nipoti “giargianesi”.
    All’andata, sul pavimento restavano disseminati resti di pagnotte, pizze, frittate, tarallucci e di scaldatelli, infagottati dai paginoni della Gazzetta del Mezzogiorno, e vuoti d’acqua del Monticchio, mentre, al ritorno, di wurstel, pane di segale e di salumi in fogli del Der Spiegel e contenitori di Mineralwasser.
    Sul Trieste, invece, si contavano militari, impiegati e docenti ai quali bastava sonnecchiare l’intera notte per ritrovarsi freschi il mattino sui posti di lavoro o a casa.
    \…\ La ferrovia adriatica risalirebbe ai tempi delle tradotte che avevano trasportato i disgraziati ragazzi pugliesi alle armi, verso un olocausto per difendere da Cecco Peppe quelle montagne, sino allora ignote alla loro conoscenza geografica.
    Se il Milano, in un passato prossimo, era stato chiamato della fame, il Trieste, per i pugliesi, quindi, lo era stato, in un passato remoto, della morte.
    Non mi riuscirà mai d’abradere la figura di un vecchio reduce salentino della prima guerra, il quale – parlo degli anni inizio settanta – saputo che avrei preso quel treno per Treviso, esclamò, quasi rivolto a se stesso: L’adriatica! maledetta… porta dritta dritta al fronte! \…\

    Stralcio da “I treni della fame” pubblicato nella rubrica “I Dauni settentrionali” del 2003

  5. é vero! questo signore ha detto la verità ,ricordo molto bene le bivaccate nella stazione di Milano ,e quando arrivava il treno (,nel mio caso) per Monaco di Baviera ,che faceva Zurigo san Gallo, entrava il primo per prendeva i posti ,e l’altro calava le valige dai finestrini,e si iniziava il viaggio, arrivati a Chiasso ,altre ore fermi alla dogana ,e se li veniva il piccio ai doganieri ti facevano scendere per il controllo ,e poi altre ore a bivaccare sulla stazione,ad aspettare l’altro treno,di solito se andava tutto bene ,si arrivava in 24 ore noi scendevamo a San Gallo, che puzzavamo di ferro ,le narici erano intasati di polvere, la stanchezza era all’estremo,quanti ricordi belli di lavoro, e brutti da tanto disagio …

  6. Impeccabile e bravissimo Ferruccio. Tutti noi un giorno (o una notte) abbiamo preso l’Espresso del Levante con la valigia piena di sogni e di speranze!

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