La lieta stagione dell’infanzia

dolcissima adal'infanzia doratalu boccolettu

Anche se è noto a tutti in quali e quante ristrettezze abbiamo vissuto dopo la guerra nei nostri paesi, pure, in alcune rarissime foto ci sembra che la stagione indimenticabile dell’infanzia sia stata dorata e serena. Se lo è stata è certamente merito della famiglia, quel nucleo fondato sul legame di sangue che ha saputo tessere attorno ai bambini una “rete” di protezione, di tenerezza, e di predilezione tale da far apparire il mondo, il paese, la famiglia stessa, magari stretta in tante difficoltà del vivere, una sorta di eden domestico.

Giacchè sono in possesso di due splendide fotografie, anzi tre, in una delle quali si fa largo e felicemente, un primo tentativo di colore, da parte del Perrini ( foto delle dolcissima Ada Triuzzi),e in un’altra che ritrae Giorgio Fabbiano col cappellino e la divisa di piccolo Balilla, ed una rarissima foto mia da addebitare sicuramente ad uno scatto magico del fotografo ambulante,oggi vi voglio deliziare con questo spaccato dedicato all’infanzia di un tempo il cui ricordo che non vuole ancora lasciarci, e tenace dimora in noi, in quel “fanciullino” che fummo!

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19 thoughts on “La lieta stagione dell’infanzia

  1. per molti aspetti questa epoca è molto più bella. possiamo dire, più “comoda”: computer, internet, facebook, i blog, la tv, la radio… tutto sembra “abbindolarci” al comodo. ma prima la famiglia era molto più sana. oggi è “la grande malata”. prima c’era affetto. ora l’affetto strappato viene visto come violenza, come privarsi della libertà… le donne non vogliono più affetto e non ne vogliono dare, e allora i mariti cercano di strappare loro qualche gesto d’affetto… che le donne vedono come stalking… e allora si separano… e se i mariti non accettano la separazione… già si sta vedendo 😦
    le donne di oggi vogliono solo la loro libertà, e la separazione va tutto a loro vantaggio, prendendosi, casa, assegni familiari, figli e magari un altro uomo… perdonami questa polemica.

  2. non avevo notato il tuo grande boccolo,nella foto piccola non si vedeva ,comunque bellissima ,di ricordi,eravamo poveri, ma ricchi di spirito,e di buona educazione ,sempre rispettando l’anziano ,infatti li chiamavamo nunni’

  3. Ciao Anna,
    Se dovessimo lasciare l’infanzia che ancora portiamo dentro, beh, non saremmo qui su questo blog meraviglioso che ci riporta indietro nel tempo e ci fa rivivere il nostro paese e quei luoghi della nostra fanciullezza. Io personalmente non la voglio, anzi, mi rifiuto di lasciare. Voglio e, sono un eterno fanciullo del 1953.

  4. Un amico mi ha fatto leggere un articolo di Angelo Quaranta sulla “carruzzedda”.
    Mamma a mia che voglia, farei ben volentieri na scinnesa da sopra alla monte finu alla via nova.
    Per i Giovani di oggi è sicuramente ARABO quello che sto scrivendo, ma per noi giovani di ieri sarà tutto chiaro.
    Un bacio

  5. Nella foto di Ada Triuzzi ho riconosciuto la mia cara compagna delle tre classi di scuola media e dei quattro anni di magistrali.Eravamo compagne di banco eamiche inseparabili.Negli anni successivi ci siamo persi di vista,però la ricordo sempre con nostalgia.Sono Vera e il mio indirizzoè:Veravardaro@libero.it

  6. Dopo l’abilitazione magistrale conseguita nel 1958 non ci siamo più incontrate.Io vivevo a Taranto , dove rimasi fino al 1971, quando mi sposai e mi trasferii a Ginosa dove vivo attualmente.Aspetto sue notizie e spero di sentirci anche per telefono.Grazie per questa opportunità.

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