La madonna della croce

la cappella addobbata per il Giovedì santo- Copia l'antica cappella

ditail Figlio!i piedi di Mariail sandalo

la crocemadonna della croce

La Cappella “Madonna della Croce” è un’antica chiesetta situata su un piccolo largo che porta il suo nome. Da antichi documenti si ritiene che la sua costruzione sia antecedente a quella della Chiesa Madre.
Fornita di un piccolo, bianco, campanile è da sempre molto cara alla popolazione sangiorgese.
In passato ospitò un antico e pregevole dipinto raffigurante la Vergine col Bambino, di autore ignoto.
L’icona di arte bizantina, logorata dal tempo, fu sostituita nel 1873 circa da una nuova statua, di scuola napoletana, che si conserva tuttora.
La Madonna è onorata con questo titolo perché sia Lei che il Bambino che reca tra le braccia, stringono in una mano il globo del mondo sul quale è fissata una piccola Croce.
Sotto l’antico pavimento si custodirono le spoglie dell’arciprete don Pasquale Zingaropoli deceduto nel 1779 e quelle della signora Francesca Palmisano deceduta nel lontano 1740.

Non più adibita al culto, per molti anni restò nel più completo abbandono e fu utilizzata per custodire le statue dei “ Misteri”: statue di pregevole fattura che si portavano in processione soltanto il Venerdì Santo. Ogni anno, in questa sacra ricorrenza il percorso processionale del Venerdì Santo comprende questo piccolo “Largo” al quale si accede da uno strettissimo vico proveniente da Via Immacolata.

Recentemente il Parroco della Chiesa Madre, Don Pierino Galeone, avendo avuto sempre a cuore le sorti di questa antica e suggestiva Cappella, ha realizzato lavori di restauro riportandola all’antico decoro e restituendola alla venerazione del popolo.

Attualmente è curata dai Confratelli della Congrega del Santo Rosario, i cui aderenti allestiscono il Giovedì Santo un “Altare della reposizione” (da sempre noto come “Sepolcro”), inserendo questo suggestivo luogo nel percorso delle Visite a Gesù Eucarestia alternandosi alla preghiera e all’adorazione.

Il Venerdi Santo, invece, durante la processione dei “Misteri” ,la statua di Gesù Morto passando davanti alla Cappella, sosta qualche momento in segno di saluto
verso La Mamma, mentre il corteo processionale riprende il suo percorso storico, rimasto immutato nel tempo.

Altra antica tradizione che vede protagonista la Cappella della Madonna della Croce riguarda l’effige della Vergine Maria. Ogni anno e da un tempo che è difficile datare, alla vigilia dell’Ascensione, la statua della Madonna della Croce viene prelevata dai fedeli e dal sacerdote, e condotta nella Chiesa madre, dove resterà fino alla messa vespertina della solennità dell’Ascensione. Dopo la Messa, infatti, tutto il popolo di Dio presente alla celebrazione si reca in processione, e tra canti mariani e la partecipazione corale e festante, riconduce l’illustre “ ospite” nella sua dimora, e lì vi resterà fino al prossimo anno.

Osservando questa meravigliosa effige, balza agli occhi un fatto inconfutabile che riguarda la sua struttura.

Il capo e la corporatura della vergine è di dimensioni poco più grandi delle altre Madonne presenti nella Chiesa madre, e ve ne sono diverse: la Vergine Addolorata, la Vergine del Santo Rosario che si custodisce nella Cappella del Ss. Sacramento (Oratorio) e la Madonna del Popolo, compatrona insieme a San Giorgio Martire, che viene portata in processione in Ottobre.

E’ l’unica statua che è dotata di piedi. Sono visibili anche i sandali in cuoio e la struttura delle dita è perfetta, tanto da lasciare ammirati i fedeli che riescono a coglierne la bellezza.

Le altre statue sono sormontate da una struttura in legno che è ben coperta dal prezioso abito in broccato ricamato, che la copre fino alla base in gesso intarsiato e finemente decorato in oro.

Da qualche anno, animata dai Confratelli del Santo Rosario, l’antica cappella, nel mese di maggio, risuona ancora di preghiere e di canti, con la recita vespertina del Rosario e la famosa e popolare preghiera “Coroncina del mese di maggio” che si attribuisce al beato Bartolo Longo e che tutti recitano a memoria, perché retaggio e devozione dei fedeli di ieri e di oggi!

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