Lu fierru da stiro cu li cravùni

lu fierru da stiro

Poviri nonni nuestri, quanta fatìa onu fattu!
No’ sulu erna a lavà sobbra allu stricatùru, ma po’ erna scè sobbra alla lammia pi spannè, e po’ pi li sce’ ccogghjere, e po’ l’erna a stirà!
Veramente nonci stiràvunu tutti cose!

Si mittèvunu li robbe nn’anti, sobbra na seggia e si li stiràvunu tutti cu li mani,
e po’ li piegàvunu, e li rripàvunu ntra lli tratùri!
Alli lenzuoli, tuesti come scuerpi, li tàvunu nna botta di fierru,
scarfatu cu lli cravùni, o cu la cravunèdda!.

Quannu la cravunèdda si ppannava ti cènnere, scèvunu allu uèrtu e vintulàvunu lu fierru, apiertu,
cu si ripigghjava la fiamma, e spiccia’, quantu prima quera fatia ti pacci!
No vi dicu quannu cateva qualche facidda di fuecu sobbr’alli rrobbe, cè succitèva!!!

il vecchio ferro da stiro

Amici, per la nostra cara Monica aggiungo l’immagine del vecchio ferro da stiro che usavano le nostre nonne!

E come lo usano le nostre mamme!
ricordo del passato

9 thoughts on “Lu fierru da stiro cu li cravùni

  1. La foto è molto bella. In questo tipo di ferro il carbone veniva messo all’interno? Mia nonna ne aveva uno simile ma era un pezzo unico. Anna, un saluto affettuoso.

    • Monica ti posto una foto dove si evince che il ferro da stiro si apriva, quello tutto intero era più basso e si usava riscaldarlo mettendolo sulla piastra incandescente delle cucine economiche di una volta!

      • Sì hai ragione, così mi raccontava mia nonna. Dovrei chiedere a mia mamma se ancora quel ferro è in giro… Grazie!

  2. Il Ferro da stiro – questa locuzione è la forma ellittica di Ferro da stirare – pare sia stato ideato tra il 200 e il 400 aC.
    Il prototipo risalirebbe, infatti, alla dinastia Han che avrebbe governato la Cina dal 206 aC al 221 dC.
    I nostri avi dell’Apulia, quindi, usavano quell’attrezzo “cinese” che i greci già avevano acquisito e che lo avrebbero importato nelle terre italiche occupate, la cosiddetta Magna Grecia.
    L’utensile dell’epoca non era altro che un contenitore di bronzo per brace con manico di legno; ne sono stati ritrovati di manifattura artistica con impugnatura di avorio.
    I romani, poi, nell’estendervi la loro egemonia, avrebbero diffuso la pratica di una piastra di bronzo, sempre provvista di manico, da scaldare al fuoco prima dell’uso sui tessuti; ciò non solo comportava il continuo andirivieni del ferro tra fuoco e stoffa ma questa era facile che si sporcasse di cenere.
    Una consuetudine questa, dei carboni esterni, che ha resistito ai tempi sino all’XI secolo, quando iniziarono a elaborare ferri ottenuti con la fusione di leghe meglio idonee a distribuire il calore e dalle forme più adatte al loro uso.
    Sino all’Ottocento non ci furono ancora progressi ma si proseguì a migliorarne la forma continuando a riscaldarlo sulle braci.
    Fu in quel secolo, infine, che ebbe inizio la modernizzazione – si fa per dire – poiché tornò a essere quell’attrezzo “cinese” che inglobava nel suo dentro i carboni ardenti, serbando il calore necessario.
    Merito anche di Isaac Wilkinson, tra gli attori della rivoluzione industriale, che nel 1737 ne aveva già ideato uno con un soffietto interno, che alimentava l’incandescenza ottenendo così un calore pressoché uniforme e continuo.
    Ai giorni nostri, usiamo il ferro da stiro la cui piastra è riscaldata dall’energia elettrica, datato 1891, sempre più soppiantato dal ferro a vapore brevettato nel 1926.

    Carissmi saluti
    Ferruccio

  3. io ne conservo un paio di quelli aperti, dove si metteva la carbonella o la cinisella e un paio di quelli chiusi che venivano riscladati sulla fiamma. ricordo ancora da bambino quando mia mamma mi dava l’incarico di tenere sempre viva la brace. povere donne, avevano veramente tanto da fare e faticare come ciucce. altro che donne in carriera. non parliamo poi del giorno del bucato, con crasta,cenere e lessia che corrodeva le mani. era veramento un tormento vederle sudare ma, loro per amore della famglia sopportavano tutto e non si sentiva mai un almento. oggi sarebbero davanti ad un giudice…….

  4. Quante volte siamo stati “ingaggiati” per sventolare il ferro all’aperto per ravvivare il fuoco:
    Un oggetto ingegnoso che ha impegnato le madri di famiglie numerose a stirare quantità incredibili di biancheria e indumenti.
    L’umile ferro da stiro, dopo secoli di onorato servizio, oggi lo vediamo nei mercatini delle pulci dove pochi lo degnano di uno sguardi. Riciclarlo a portafiori è una valida idea per proporlo all’attenzione delle giovani generazioni e per far capire loro a quali sacrifici erano chiamate le loro nonne o bisnonne!

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