Archivio | maggio 6, 2013

Giovanni Sansone

Il fruttivendolo GiovanniGiovanni Sansone

Amici , quando pubblicai nel 2001 il mio libro “L’Oro del tempo” edito da Barbieri Editore- Manduria, mi piacque inserire nel decoroso volumetto le foto di alcuni personaggi sangiorgesi, nell’intento soprattutto di
richiamare in vita personaggi che hanno lasciato una traccia del loro passaggio sulla scena del nostro paese, sia che fossero uomini di alta statura morale e culturale sia che fossero “ultimi” nella scala sociale.
Non sapevo ancora, allora, che questa ricerca si sarebbe consolidata negli anni e sarei approdata ad un vero studio e ad una appassionante ricerca di quelle tipiche figure che hanno popolato il mio paese d’origine, che hanno lasciato l’eco dei loro passi per le strade del centro storico, (vedi di recente Via Maggiore) dove abbiamo scoperto che sia vissuto “diavolo rosso” e “Cusimina ti bacuccu” .
Vanno riprendendo vita uomini e donne operose che la patina del tempo ha sbiadito e sottratto al nostro ricordo.
L’ultimo è Giovanni Sansone tipica figura di popolano tutto d’un pezzo, piccolo sultano nel suo mondo che vendeva frutta e verdura nella Piazza di San Giorgio e che poi andò a commerciare i suoi prodotti anche nella vicina Taranto.
Voce possente e un baffetto malandrino, occhi penetranti, e un fare sbrigativo, Giovanni si portava appresso la sua sposa, una donna che dalle foto gentilmente messe a disposizione del Blog dalla figlia Concepita, si evince bellissima e dalle fattezze opulente tipicamente meridionali.
La piazza San Giorgio dove si svolgeva il mercato quotidiano della verdura e della frutta, quasi sempre fresca di giornata, era popolata da figure che balzano vivide nella memoria e reclamano un posto che si sono meritati di diritto: Lu francaviddese, Maria la fascianese, lu Puzanese, Annina la burraska, Giuvanni Sansone, Paskale ti li cozze e tanti altri che sfuggono all’appello, di cui vi invito a suggerirmi il nome appena ve ne sovviene uno, da me dimenticato.