Archivio | aprile 2013

La “nota ti la festa”

"La Nota"

“La Nota”

A proposito de La Nota, vorrei dire che si chiama così il gruppo di volontari che all’interno del Comitato per i festeggiamenti della festa patronale, ma anche di altre feste, girano casa per casa a chiedere il contributo in denaro per meglio celebrare e festeggiare il Santo. Occorrono soldi per allestire le luninarie, chiamare alcuni complessi bandistici, addobbare di fiori la Chiesa etc.
Vi racconto un episodio simpatico che è assolutamente inedito: è quello del Podestà che con alcuni membri del Comitato, all’epoca del fascismo girava per le strade a chiedere l’obolo per la festa, la cosiddetta Nota; difatti quando vediamo girare questi uomini eroici per le strade, ci diciamo fra noi “ ste passa la Nota ti la festa” ebbene in quell’epoca quando la nota con il Podestà arrivò in via Rocca e davanti ad alcune abitazioni i cui proprietari avevano tutti il cognome Tocci, quello chiedeva: e qua chi abita? E quelli rispondevano” Pietru ti paddone “ AH!, diceva Lui, Pietro ti Paddone: passavano più avanti e prima di bussare il Potestà chiedeva agli uomini che stavano con lui; e qui chi abita? Giorgi ti paddone, rispondevano gli uomini, passavano più avanti e quello chiedeva E qui chi abita? E quelli: Giuvanni ti paddone, AH! Giovanni ti paddone..poco più avanti suonarono ad un’altra porta e ancora quello chiedeva: e qui chi abita, e quelli: “qua javita Grazzia di Maturi”, Opperbacco, rispose il Podestà, di la a qua sono maturati finalmente!

avere nostalgia del passato…

la sposa in carrozza

la vestaglia della sposala vestagliala sarta Camilla, Mario il parrucchiereio col vitino di vespa
nozze Stella Tatullo e Antonio Chiloiro
sontuosa scenografia per la foto di nozze

La Vestaglia della sposa era un capo assolutamente necessario da includeere nel corredo. La sposa che festeggiava in casa, o col pranzo di nozze o col semplice rinfresco (” Li cumplimienti”) si toglieva l’abito e indossava la comoda ed elegante vestaglia. Tale accessorio si rivelava utile al momento del parto e della nascita del primo figlio. Poi la vestaglia veniva riposta nella cassa…in attesa di essere indossata per qualche altra circostanza…nessuna donna allora usava tenere la vestaglia durante i giorni della vita quotidiana. Stavano gli abiti per “Tutti i Giorni” e l’abito della domenica.

Lu ruzz’lu

GIOCHI DI STRADA DEL TARANTINO

Il maestro Cosimo Quaranta nel suo volume intitolato
“San Giorgio jonico e paesi di area tarantina” ci riporta alla memoria ben 30 giochi di strada..giochi infantili e giovanili in uso dagli anni 30/40. Di questi ancora qualcuno i nostri genitori li ricordano perfettamente…ma la gran parte della gioventù..come pure i bambini ritengo che non abbiano mai avuto modo di giocarli né, tantomeno, di vederli giocare…

Intanto ne elenco alcuni nella speranza di far rinverdire qualche ricordo nei assidui visitatori.

La livoria- Lu ruzzulu – La rozzila- lu zzummieddu – egnalafà (altalena) –La uerra francese- alla muta alla muta cinca parla è curnutu- alla posta Napule e Lecce- Briganti e carbinieri-
Scunni –scunnicola – a battiparete- allu lapiddu- a capu e lettre-
allu stacchju – alli runchjli- a mmarcacammra – a girigirisella-
a moscacieca- a pitruddi- alli 4 cantuni- a Manuè zzòzzò

Questo che vediamo nel breve filmato è la cara vecchia trottola che a Taranto veniva chiamata “u currucle” nei paesi circostanti invece “Lu ruzzlu”. Gioco di bravura che consisteva nel far girare più a lungo possibile la trottola senza farla “scacare” troppo presto, il termine da me usato era proprio del gioco e significava l’interruzione disordinata della trottola che faceva subito uscire di gioco il concorrente e fargli pagare “pegno”.Il pegno è una piccola punizione che il capo assegnava ai perdenti.

Nel filmato la trottola gira agilmente su un pavimendo liscio, ma immaginiamo quanta abilità occorreva per farla girare su una superfice ruvida e sconnessa come quelle antistanti le case del sud negli anni 40/50.

come gira questo coso!!!
voglio prenderlo io!!!
la nostra gloriosa scuola Maria Pia

Fotografie!!!

corteo di nozze in via Rocca
ricordo dei due sposini1

ricordo dei due sposini2

Bene Amici, in questo periodo sono immersa nei corredi e nelle fotografie di nozze!!!
Oggi ho trovato delle foto di grande interesse, fatte sempre da quel genio della fotografia che è stato Perrini.
Natalina De Luca mi parlava di Lui e le brillavano gli occhi;”sai Anna, Perrini fatiava Buenu!faceva certe fotografie e po li faceva divintà cartulline: mitteva puru lu quadratu pi lu francubbòllu”.E questo io l’ho sempre saputo, sapevo che anche tra i giovani era consuetudine recarsi presso lo studio fotografico di Perrini o in quello di Scarciglia, per farsi immortalare col proprio gruppo e scambiarsi,sul retro, affettuose dediche in segno di perenne amicizia.

Anche gli sposi che non potevano permettersi un servizio fotografico con fotografo al seguito, si recavano presso il suo studio quando uscivano dopo la dolce clausura che durava circa una settimana.La sposa e lo sposo si rivestivano con l’abito di cerimonia, nello studio stesso, per poi avere la gioia di una foto ricordo da donare ai parenti e agli amici più cari.

fotografia storica

Franchina imperio e le sue amiche di parrocchia...ci sono anche io!!

Franchina imperio e le sue amiche di parrocchia…ci sono anche io!!

Anche quest’anno sono stata chiamata ad animare la festa patronale con qualche allestimento che eserciti un richiamo antico e sempre rinnovabile ai visitatori…con l’aiuto di alcuni collaboratori abbiamo pensato di allestire il corredo della sposa anni 50/60.

Stiamo ricercando capi di corredo per fare la Mostra arricchendola di fotografie in bianco e nero, e ne abbiamo trovate alcune di grande suggestione..

pasta con la rucola

pasta con la rucola e pollopasta  per la rucola

Amici, oggi vi do la ricetta della pasta con la rucola che è una vera delizia ed è facile facile da preparare.
Io la preparo il giorno dopo che ho consumato il pollo allo spiedo, solitamente il petto non riesco a mandarlo giù perchè è sempre stopposo. Allora asporto un petto e lo sminuzzo piccolo piccolo e lo ripongo nel frigo.
L’indomani compro un mazzetto di rucola, quella selvatica è più saporita ma se non ne avete a disposizione si acquista già lavata in busta, in tutti i reparti di ortofrutta esistenti nei supermercati di oggi.
Fate soffriggere in una noce di burro il petto di pollo se è crudo, se è cotto fatelo riscaldare un attimino nel burro e versateci una busta di panna da cucina, aggiungete mezzo peperoncino piccante e introducete il quantitativo di rucola che ritenete opportuno di mettere, sappiate che la rucola cotta cala molto di volume e se ne mettete poca non si vedrà nemmeno! fate insaporire per pochi minuti e con questa salsetta condite la pasta che più vi aggrada, da noi si usa una pasta intrecciata come un doppio “Friciddato” è una trafila speciale ma si trova facilmente in commercio. Quando la preparerete mi penserete di sicuro, perchè è trooooppo Buona!
Buon’appetito Mino, Aldo, Gino, Ferruccio!!!

Edicole votive

Via_Diaz-38

Lo sapevate che esiste una accurata ricerca e catalogazione delle edicole votive ancora presenti nella nostra comunità sangiorgese? Le edicole, come saprete, in antichità erano delle piccole cappelle che sorgevano isolate al cui interno era custodita un’immagine sacra. Edificate da privati cittadini rappresentavano un segno della devozione popolare oppure erano un segno di riconoscenza per una grazia ricevuta.

Esempio qualificante per il nostro paese è quella del Calvario ubicata dalle parti del Castello d’Ayala, in largo Osanna ora restaurata e restituita alla pubblica fruizione con una solenne cerimonia che coinvolse tutta la popolazione sangiorgese.

All’interno è stata posta una tela raffigurante il Crocifisso implorato dalle anime del Purgatorio.

È lascito della Nota famiglia Caiazzo, commercianti sangiorgesi, invece, l’edicola che si trova in via Gramsci, ora un po’ stravolta come ubicazione a causa dei lavori stradali (rondò) di recentissima realizzazione. Al suo interno è intronizzata una croce lignea con il Cristo Crocifisso sempre molto curata e segno di devozione per quanti si recano al cimitero e di quanti transitano per quelle latitudini.

La raccolta è preziosa perché raccoglie arredi urbani in disuso ed in via di estinzione, e ci lascia un po’ nostalgici delle tradizioni di una volta legate ai nostri santi e alle nostre case che venivano erette sotto l’egida di un santo, al quale veniva consacrata la stessa abitazione e quanti l’avrebbero abitata. Sono vestigia di un recente passato, di una storia cittadina ancora fresca di vissuto.

Artefici di questa ricerca sono stati Antonio Pignatelli e Nicola Lapalombella, il quale in seguito le ha assemblate armoniosamente in questo slide. L e edicole sono dotate di numero civico immaginando e auspicando un percorso virtuale sulle tracce delle stesse. Se volessimo stabilire una graduatoria di preferenze si può senz’altro stabilire il primato di Sant’Antonio, dei santi Cosimo e Damiano, Il Sacro cuore di Gesù, l’Immacolata.

Poche anzi scarne le immagini di San Giorgio Martire, se ne trovano in alcune case più recenti, nella facciata dell’abitazione di Don Domenico Morciano, per esempio.

L’effige del Santo Cavaliere non è collocata all’interno di una nicchia ma è stata realizzata su un pannello di pietra, in un bassorilievo di una perfezione stilistica che cattura lo sguardo di chi ha la fortuna di scorgerla.

In base alla loro posizione le edicole possono essere di angolo e/o di facciata.

Ricordo quando fu posizionata la statua della Vergine Immacolata in piazza San Giorgio. Si rese necessaria una scala o una gru per arrivare a collocarla lì dove si trova tutt’ora. Se passerai dalla Piazza, sopra la lapide dei Caduti, ad angolo tra il vecchio ingresso del Municipio e la lapide dei Caduti, v’è un urna di vetro rettangolare nella quale è posizionata una statua dell’Immacolata.

Anche quella cerimonia richiamò una grande affluenza di cittadini e contribuì a rafforzare il culto verso la Vergine Maria. Nei locali ora occupati dal Centro polivalente Anziani vi era fino alla costruzione del Nuovo Municipio ( che ora insiste in via Malta 1, verso la via che porta a Carosino), l’Ufficio della guardia Municipale. Ricordo che fu un vigile a collocare l’edicola così in alto, quasi che lo sguardo di Maria da lassù potesse avere una visuale più ampia, e tenere tutti i cittadini sotto il suo sguardo protettivo.

La stessa edicola in telaio di ferro e vetro nella quale si trova la stessa immagine dell’immacolata la si può trovare in via Roccaforzata, nella facciata di quello che fino a pochi anni fa era un rinomato negozio di cristallerie e articoli per la casa di proprietà di una della tante figlie della Grande Annina La Corte. Madre feconda e donna di grande umanità.

All’interno delle edicole, anche se non in tutte, vi si poteva trovare una piccolissima lampadina, che mandava una fievole luce ma che era bastevole a segnalare la presenza di un santo. Fiori di plastica colorati ornavano decorosamente l’interno della nicchia sfidando il tempo e le stagioni .

Oggi più che mai questo censimento diviene prezioso ai fini della identificazione delle stesse, sulle tracce di una nostra cultura paesana che ci testimonia la fede e la devozione di una intera comunità verso i santi, la Madonna, il Cuore di Gesù.

Ci coglie un senso di perdita affettiva e storica quando verifichiamo la scomparsa di una di queste edicole, altre ce ne sono certamente, che sono sfuggite a questa interessante ricerca, temiamo infatti, che l’aggressione del tempo e dell’incuria avanzante ce ne privi definitivamente, perdendo così un patrimonio d’arte, di fede e di tradizione e che queste vestigia del passato possano definitivamente scomparire.

Anna Marinelli

https://picasaweb.google.com/lapalombella/EdicoleVotiveASanGiorgioJonico?authkey=Gv1sRgCIGX0vTk7orRWA&feat=flashslideshow#

La zita

La zita

Beh! non lo potete credere, ma ho postato questa foto del corteo nuziale di Italia Fabbiano e Aristodemo Cipriano
convolati a nozze a marzo del 1960 e si è scatenata una meravigliosa gara fra quanti l’hanno ammirata su FB.
La posto anche qui per quanti passeranno a dare uno sguardo alle novità del Blog. Certamente resteranno incantati, almeno i miei compaesani, a notare quanto sia cambiato il nostro amato paesello in questo mezzo secolo che è trascorso! Mi permetto solo di segnalare che il più rinomato negozio di generi alimentari della famiglia Rubino, non era stato ancora edificato, al suo posto vediamo i ruderi di una precedente abitazione, siamo nei pressi dell’Asilo di Casa Parabita, dove da tempo immemorabile vivono Le figlie di Maria Immacolata, le quali avevano tra le loro mansioni, anche quella di occuparsi della prima alfabetizzazione dei bambini.
Notare i bambini non facenti parte degli “invitati”, con lo sguardo rivolto a terra, dove avrebbero potuto raccogliere qualche confetto o qualche cannellino colorato. Se riuscivano a trovarne uno rosso, dopo averlo un poco ripulito addosso, umettando un tantino, le bimbe si pittavano il Musetto…
Quanta semplicità, pur nella indigenza si trovava il modo per essere felici, con poco più che niente!

Gli antichi palazzi

affreschipavimento anticoIMG_7997

Questo elegante edificio fu comprato e quindi abitato dal Notaio Don Abramo Caramia con la moglie donn’ Amelia.
L’ingresso principale con ben 5 finestre, è su Via XI Febbraio mentre su via Maggiore c’era la rimessa in cui si riponeva il calessino.
La coppia non aveva figli e alla loro scomparsa la bellissima casa con soffitti decorati con immagini pittoriche
ed eleganti stucchi, e piena di bellissimi mobili, fu lasciata alle due fedeli e affezionate cameriere, quindi venduta all’attuale proprietario, sig. Giovanni Áncora.

Attualmente e da diversi anni, è sede della Caritas parrocchiale Santa Maria del popolo, come centro di accoglienza per i minori provenienti da famiglie “Variamente” disagiate. Il centro è intitolato alla memoria di Carlo del Mastro uno dei primi operatori volontari della Caritas di San Giorgio Jonico!