La “nota ti la festa”

"La Nota"

“La Nota”

A proposito de La Nota, vorrei dire che si chiama così il gruppo di volontari che all’interno del Comitato per i festeggiamenti della festa patronale, ma anche di altre feste, girano casa per casa a chiedere il contributo in denaro per meglio celebrare e festeggiare il Santo. Occorrono soldi per allestire le luninarie, chiamare alcuni complessi bandistici, addobbare di fiori la Chiesa etc.
Vi racconto un episodio simpatico che è assolutamente inedito: è quello del Podestà che con alcuni membri del Comitato, all’epoca del fascismo girava per le strade a chiedere l’obolo per la festa, la cosiddetta Nota; difatti quando vediamo girare questi uomini eroici per le strade, ci diciamo fra noi “ ste passa la Nota ti la festa” ebbene in quell’epoca quando la nota con il Podestà arrivò in via Rocca e davanti ad alcune abitazioni i cui proprietari avevano tutti il cognome Tocci, quello chiedeva: e qua chi abita? E quelli rispondevano” Pietru ti paddone “ AH!, diceva Lui, Pietro ti Paddone: passavano più avanti e prima di bussare il Potestà chiedeva agli uomini che stavano con lui; e qui chi abita? Giorgi ti paddone, rispondevano gli uomini, passavano più avanti e quello chiedeva E qui chi abita? E quelli: Giuvanni ti paddone, AH! Giovanni ti paddone..poco più avanti suonarono ad un’altra porta e ancora quello chiedeva: e qui chi abita, e quelli: “qua javita Grazzia di Maturi”, Opperbacco, rispose il Podestà, di la a qua sono maturati finalmente!

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