8 thoughts on “Il Venerdi del Silenzio

  1. Negli anni settanta, quando approdai nel Veneto, e ci son rimasto – allora papà di due bimbe, poi nonno a trentanove anni e oggi bisnonno – il Venerdì Santo di quel primo anno, telefonai dal lavoro alla famiglia informandola di prepararsi perché appena giunto a casa saremmo usciti a visitare i sepolcri, così com’era nostra abitudine in Puglia.
    Trovammo le chiese sconsolatamente vuote, una dopo l’altra; in una, finalmente, scorsi un sacerdote che pregava solitario, seduto tra i banchi.
    Mi avvicinai e ne chiesi spiegazione.
    Ricordo che ci osservò muto per un bel po’ e poi ci domandò se eravamo meridionali…

    Il ricordo dei Sepolcri e dei Misteri è sempre vivo nella mia mente e mi auguro che siano rimasti così come li avevo lasciati e continuo a immaginarli: d’incontaminata ricorrenza, irradianti commozioni e suggestioni, impareggiabili sempre fresche fonti per abbeverarci di fede.
    Ferruccio

  2. “Ricordo che ci osservò muto per un bel po’ e poi ci domandò se eravamo meridionali”
    è davvero impressionante questo fatto…allora solo i Meridionali hanno saputo conservare vive le tradizioni e la fede?

  3. … grazie all’apporto di popoli mediterranei, primi fra tutti gli spagnoli; al nord gli austriaci, sebbene decantassero la loro cristianità, hanno contribuito alla dispersione

  4. A questo link potete conoscere il nostro Venersì Santo, pluricentenaria processione che si svolge in Vallata (AV) dal 1541
    https://venerdisanto.wordpress.com/
    “La Processione del Giovedì e Venerdì Santo, tradizionale e spettacolare rappresentazione religiosa si svolge da tempo immemorabile nel comune di Vallata. La vivacità economica del paese e il suo costituire un nevralgico snodo stradale determinarono lo stabilimento di una piccola ma fiorente comunità ebraica, specializzata nel commercio del bestiame, della lana edelle pelli, oltre che nelle consuete attività creditizie. A tale presenza si ricollega la scenografica rappresentazione, che dopo la conversione forzata del 1541, assunse il significato di una catechesi pubblica severa nei confronti degli antichi ebrei, ora divenuti cristiani novelli….”
    A proposito di canti, si segnala che nel nostro venerdì santo un gruppo di cantori. Questi sono suddivisi per squadre che sfilano ben distanziate le une dalle altre. Ogni squadra, formata dai migliori vocalisti locali, si ricostituisce annualmente con gli stessi elementi , perché tra loro è intervenuta quell’intesa vocale che di anno in anno viene ripresa con prove che effettuano con l’ausilio del buon vino locale che concorre a schiarire la voce. Essi cantano i versi della “Passione di Gesù Cristo” di Pietro Metastasio, che il poeta compose nel secondo periodo della sua vasta produzione e cioè tra 1730 – 1740, periodo caratterizzato dal suo melodramma ispirato a sincera devozione e slancio mistico. I versi, per la loro scarsissima diffusione letteraria, sono stati per anni tramandati oralmente o attraverso incerti scritti; per cui avevano preso un forte accento dialettale risultando incomprensibili alla maggioranza degli astanti. Tuttavia, le suggestioni della musicalità, della gestualità e dei vocalismi riescono a creare un indiscutibile e meraviglioso effetto.

    • Pietro, ma che bello e nuovo questo modo di relazionarci, sono certa che i miei amici ne sapranno trovare profitto e interesse. io stessa non pubblicherò per alcuni giorni, onde dare il tempo a tutti di sfogliare fino in fondo questo tuo pregevole dono. Grazie a te e all’amico Smemorato!

  5. Pingback: Il venerdì del Silenzio | Annysea

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