Archivio | febbraio 2, 2013

La candela della candelora

bagno di luceOggi, 2 febbraio, si ricorda la presentazione di Gesù bambino al tempio (e la purificazione di Maria) dopo 40 giorni dalla nascita come era usanza ai tempi di Gesù!
I ricchi portavano due colombi al tempio da offrire, i poveri due tortorelle! Quando Simeone vide Gesù elevò a Dio il famoso Cantico, detto appunto Cantico di Simeone! “Ora lascia Signore che il tuo servo vada in pace/perchè oggi i miei occhi hanno visto la tua salvezza”…ecc.ecc. e alla Madre disse: “e a te una lama ti trapasserà l’anima”… in vista della Passione e Morte di Gesù!
Tempo addietro, per scongiurare il cattivo tempo, si accendeva una candela benedetta nel giorno della Candelora
e si recitava qualche preghiera. Molto diffusa in tutto il Salento era quella con la quale si invocava San Giovanni

PREGHIERA A SAN GIOVANNI

Oziti, San Giuvanni, e nno ddurmère,
ca sto vetu tre nnùvili vinère,
una t’acqua , una ti vientu, e una ti malitiémpu.
« Ddò lu purtamu stu malitiémpu? »
Sotta nna crotta scura,
ddo no canta jaddu e ddo no luci luna,
cu nno ffazza mali a mme
e a nisciun’otra criatura.

Traduzione

Alzati, San Giovanni, non dormire,
che sto vedendo tre nuvole venire:
una di acqua, una di vento e una di maltempo.
“ Dove lo portiamo questo maltempo?”
“Sotto una grotta oscura,
dove non canta gallo,e dove
non brilla la luna,
affinché non faccia del male
a me e a nessun’altra creatura”.

Nel paese di San Marzano di San Giuseppe, a pochi chilometri da San Giorgio, si usa conservare un po’ del pane benedetto dalle famose “tavole di San Giuseppe” e spargere qualche briciola in direzione dei punti cardinali per allontanare i temporali.