Archivio | gennaio 22, 2013

L’ultimo ulivo

l'ultimo ulivo

Cari amici, vicino ad una fontana del mio paese, in via Immacolata, anni fa esisteva un maestoso albero di ulivo. Poi un brutto giorno a causa del sollevamento del manto stradale, qualcuno decise di recidere la chioma e parte del tronco dell’ulivo credendo di risolvere il problema. Io piansi quando lo seppi e andai a trovarlo, per consolarlo dell’enorme violenza che gli era stata fatta. Poi scrissi questa poesia, che è davvero datata, credetemi! Ed è anche inedita! Giorni fa passando da quella via ho notato che la chioma dell’ulivo si era riformata, era adesso, un giovane ulivo con un’aspettativa di vita lunghissima. Se lo lasciano vivere!
Ed è per i miei cari amici del blog che oggi ho pensato di pubblicare quella mia vecchia poesia e di offrire loro la foto della fontanella, ormai secca, e l’albero, ormai rinato!

L’ultimo ulivo lo pianterò nel mio cuore,
nel suo solco più profondo
per salvarlo dall’estinzione
e lasciarlo in eredità a mio figlio
e ai figli di mio figlio.
Pianterò l’ulivo
nel solco delle mie vene contadine
e lo innaffierò con le acque della memoria
che non si prosciugano ancora
a dispetto delle mode,
delle tendenze,
a dispetto di questo progresso
dalle mille fauci
che richiede ogni giorno
un tributo di alberi,
siano essi gli ulivi della mia terra
o i millenari alberi d’Amazzonia
o il vecchio caro salice
che dava ombra a una vecchia fontana di paese.
Potesse il mio cuore ospitare
tutte le radici sfrattate,
tutti i tronchi decapitati,
tutte le fronde violentate
da membri metallici,
da artigli rapaci.
Potesse il mio cuore ospitare l’ultimo ulivo
nel suo solco più profondo,
abbracciare le sue radici impaurite,
e consolarlo d’essere rimasto così solo
in questa mia terra di Puglia.

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