Archivio | gennaio 20, 2013

La sporta ti lu cùnsulu

sporta ti lu cùnsulu

Chi non è del territorio tarantino non può nemmeno lontanamente sapere cosa sia questa cosa!
“La sporta ti lu cùnsulu”!
Ebbene, amici e lettori di passaggio, la sporta era una cesta di vimini molto ampia e molto alta nella quale si disponevano tutte le vivande che si portavano presso una famiglia colpita da grave lutto, durante tutta una intera settimana, e anche oltre.

Intorno all’evento terminale della morte c’era tutta una serie di usanze e tradizioni che vanno inesorabilmente scomparendo. Ma che mi piace qui ricordare, cioè quella della veglia fatta attorno al catafalco del defunto da tutti i membri della famiglia, dagli amici più stetti, dai vicini di casa, i quali si preoccupavano di portare con molta discrezione ogni genere di conforto soprattutto latte, caffè d’orzo, biscotti ed altro ai parenti del defunto e l’indomani, dopo la sepoltura all’imbrunire, si portava il cosiddetto cùnsulu. Si disponeva tutto in grandi cesti di vimini, usati esclusivamente per questo motivo, si portava di tutto dalla pastasciutta al brodo, dalla carne alle verdure crude, formaggio grattugiato e frutta. Per sette giorni, infatti, nella famiglia colpita da un lutto non si poteva né si doveva cucinare, non si poteva spazzare la casa: era come scacciare l’anima del defunto che si aggirava ancora tra le pareti domestiche.

I parenti non attendevano a nessun dovere familiare se non quello di stare seduti ad attendere le persone che andavano allu visitu. Si osservava un lutto stretto, intendo con questo parlarvi del lutto inteso come abiti neri, nero totale, dalla testa ai piedi, per circa tre anni. La morte come la nascita era regolata da ferree regole osservate coscienziosamente senza ribellarsi, senza opporre resistenza, faceva parte della vita, di quella parabola umana che oggi ci siamo fermati a rivedere come alla moviola sperando di avervi fatto riflettere e ricordare di come eravamo più ricchi quando eravamo più poveri.

Stralcio della mia Relazione tenuta il 28 marzo 2008 nel Castello d’Ayala Valva di Carosino nell’ambito del progetto culturale “Carosino letterario” dal titolo:-I giochi e gli intrecci della memoria-a cura dell’assessore alla cultura Maria Teresa Laneve

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 20, 2013, in varie. 6 commenti