li nove purtòsiri

La Notte dell’Epifania ( li nove purtòsiri)

La notte che precede la festa dell’Epifania è considerata notte di eventi miracolosi. Le pareti della casa diventano di ricotta, nei corsi d’acqua come fiumi e ruscelli invece dell’acqua scorre olio e vino e… udite, udite, gli animali parlano!
Per questo fatto sono capaci di maledire il padrone e fare in modo che la sua famiglia vada incontro a misteriose disgrazie. Per evitare ciò, la sera della vigilia, bisogna farli mangiare in abbondanza.
A tal proposito, i nonni seduti attorno al braciere ogni anno raccontavano la stessa storia. C’era una volta il fattore di una masseria il quale era molto avaro con le bestie che lavoravano duramente nei suoi campi, ma quell’anno il fattore sentì parlare per la prima volta di un fatto prodigioso, cioè che la notte tra il 5 e il 6 gennaio, vigilia della Befana gli animali parlavano!
Quell’uomo, anche se era abbastanza scettico, decise di appurare personalmente se questo fatto fosse vero oppure no.

La notte della vigilia dell’Epifania diede del foraggio ai suoi animali con la parsimonia di sempre e decise di dormire in un angolo della stalla per vedere se accadeva qualcosa di insolito.
Si appisolò più volte, ma ridestandosi si imponeva di restare sveglio nella speranza di sentire i suoi animali parlare!
E a mezzanotte udì con somma meraviglia l’asino che diceva al bue
“ Cumpa’ manciàmu, ca quann’è cre’ ha ma fatiàri. Ha ma purtàri lu patrùnu cu llu carru….”
( Mangiamo perché domani avremo da lavorare. Dovremo portare il padrone al cimitero).
Il padrone comprese bene il senso di quello che udì, perché “lu travinu” è il carretto con cui si va a lavorare nei campi, “Lu sciarabballu” è il carrettino leggero utilizzato per fare delle passeggiate, ma “Lu carru” può essere solo uno, quello che trasporta i morti al camposanto.
Nel sentire queste parole il fattore fu preso da tremenda paura.

A fatica si allontanò dalla stalla e all’istante cadde a terra morto!!!
E per quegli animali e per quel cattivo padrone la profezia si avverò!
Non è stato mai appurato però, se davvero le pareti in quella notte diventassero di ricotta e se davvero nei corsi d’acqua scorresse latte e miele, vino e olio!

La nostra gente però era fedele all’usanza di consumare, durante la cena della vigilia della befana, almeno 9 tipi di alimenti.
Si diceva a tal proposito che si dovessero chiudere 9 “purtòsiri” ovvero nove buchi, dall’etimologia della parola italiana “pertugio” quindi Buco!

Nelle famiglie più povere si sforzava di chiudere 9 buchi… oops! si dovevano mangiare 9 portate… ma ahimè 9 portate allora non ce le si poteva permettere e allora si contava come “portata” i lupini, il finocchio, le castagne del prete, le noci, le arance, i mandarini, lu ndrommisi, li lampasciuni rrustuti sott’allu fucalìri, do’ fichi ‘ccucchiate… amu rrivatu a nove?? Sì, sì, avogghja!

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8 thoughts on “li nove purtòsiri

  1. Mi saprebbe dire precisamente di che zona è questa tradizione? Io sono della provincia di taranto e l’ho sempre seguita ma la mia famiglia era l’unica!!! Nessuno ne era a conoscenza! Solo ora ho trovato una prova scritta della sua esistenza!!!!

    • in tutta la zona del tarantino la tradizione dei nove Buchi era ampiamente diffusa… ma solo nelle famiglie dove c’erano anziani a tramandare oralmente questi racconti e queste usanze miste a leggende se ne possono trovare traccia. Grazie della visita!

  2. Anche in Giappone…

    Si dice che negli attimi che precedono il trapasso, il moribondo riveda istantaneamente in un film la propria vita.
    Kurosawa ci mostra il suo. Altro non è – Sogni – che lo scorrere di fotogrammi a suggello di una magistrale arte e di un intero vissuto.
    Quando piove con il sole, le volpi escono dalle tane per celebrare i loro matrimoni; chi le sorprende è destinato a morire se non otterrà il loro perdono; il piccolo protagonista, spinto dalla madre fin troppo fatalista, dovrà andare a chiederlo, prostrandosi con umiltà incondizionata.
    ” Mia madre mi ammoniva dall’essere desto nella notte dell’Epifania, quando gli animali si parlano con voce umana e l’uomo che ascolta è designato alla morte prossima (tradizione salentina)”
    Ferruccio Gemmellaro
    Meolo Venezia

    • Signor Gemmellaro, intanto la ringrazio vivamente per questo suo prezioso contributo al mio post, ci ha detto delle cose interessantissime, specie sui morti nell’attimo del trapasso, specie riguardo alle volpi in amore…cercherò sue notizie su literary.it
      dove potrà trovare anche mie notizie. Desidererei sapere se il Giornalista grottagliese Nino Gemmellaro è un suo parente, perchè ho avuto modo di conoscerlo, se è suo parente davvero il mondo è troppo piccolo, come una grande piazza di paese! Ancora grazie per la visita e per il commento che mi gratifica enormemente. Anna Marinelli

  3. …Gaetano (Nino) è mio fratello, cronista locale a Grottaglie, località dove è nato.
    Qui io, primogenito, invece, non sono nemmeno nato e il lavoro, gli amori, le passioni, mi hanno posto lontano sin da ragazzo; dagli anni settanta, poi, addirittura a mille chilometri, nel veneziano, dove vivo e opero in campo letterario, artistico e nella stampa (collaboratore redazionale tesserato).
    Quale presidente e responsabile pubbliche relazioni de La Copertina, movimento culturale sorto negli anni ottanta, se lo desidera, aggiungerò questo sito alla mappa interassociativa e così le invierò puntualmnente i numeri futuri del Foglio periodico informativo-espressionistico on-line , l’organo ufficiale catalogato ISSN.
    Cordiali saluti
    Ferruccio

    • be’, sono contenta, oltre agli estimatori affezionati, senza i quali questo blog non avrebbe ragion d’essere, il fato ha voluto che io incappassi in un Pezzo da 90, un cognome come il suo e quello di Nino non poteva che avere una comune radice di appartenenza ed è stato un vero regalo della Befana per me, visto che non ho ricevuto altro…ora vado a leggere l’altro messaggio perchè non so di cosa altro vuole parlarmi…

    • ieri sera stessa sono andata a visitare il sito Literary, che mi fece conoscere l’Amico Editore e poeta Angelo Lippo, di recente scomparso, io stessa mi premurai di comunicarlo al Direttore del sito, dove Angelo Lippo era molto attivo e stimato. le notizie della sua infanzia mi hanno emozionata, mi può contattare alla mail annysea@libero.it Grazie di essere ripassato, sì che si possa stabilire una corrispondenza di intenti e interessi comuni.
      può visitare il mio sito di poesia
      http://digilander.libero.it/annysea
      qui può trovare traccia della mia attività poetica e culturale nel territorio jonico, potrà trovare forse anche foto di suo fratello…per eventi svolti a Grottaglie.
      a presto. Anna

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