Archivio | gennaio 2, 2013

Lievito madre

lievito madre

Mi sto incamminando verso la nostalgia più fattiva e produttiva.
Giorni fa, ho fatto le pettole e per la prima volta mio figlio Fabio, vero intenditore, mi ha fatto i complimenti e le ha gustate senza mugugnare… mi è rimasta un poco di pasta lievitata e l’ho messa in una antica coppetta di ceramica dotata di coperchio, anche un po’ scheggiata, ma vecchia come me, anzi antica!
Giorno per giorno lo andavo a curare con lo sguardo, come si sorveglia un figlio che dorme.
La vigilia di capodanno ho deciso di fare ancora una volta “una francatedda ti pèttele”, eravamo solo in tre, ci sarebbero bastate, insieme alle altre cose semplici e buone che avevo preparato.
L’impasto è cresciuto una meraviglia con quel lievito madre che avevo conservato con tanta cautela e con tanto amore. Ho ricreato l’atmosfera e i sapori e le usanze di un tempo, quando le vicine di casa all’occorrenza bussavano alla porta affianco dicendo, “ Cumma’, ce tieni nu picca ti luvatu ca io no’ mi nn’acchju?”.
E il lievito passava di casa in casa, come una benedizione di Dio!