Ricordi del dopoguerra

Magazzini Tripuzzi1

Carlo Brogi nel'59

la prima pompa di benzinaweb

A San Giorgi, sùbbutu dopu la uerra, ‘zziccarnu a ‘sse’ li primi nigozzi, la prima pompa ti la benzina, li primi nigozzi ti abbigliamentu, nu paru ti nigozzi ti scarpe, li nigozzi ti li machini pi còsiri, li corrieri pi scè a Tarantu, ‘intra llu Corsu si aprìu nu nigozziu ca vinneva puru li fisarmoniche!!!
E ci si li putèvunu ‘ccatta’ li fisarmoniche!! Cu la fame ca stava! Eppuru ‘ncuarche famiglia per bene la ‘ccattò pi lu figghju o pi la figghja, e quiru nigozziu ti Tripuzzi pareva nu nigozziu LaFayette, cu li cravatte, li borsette, li cartelle pi scè alla scola, li cinti ti pelle, li portafogli, li cappieddi alla Borsalino!
A ci no puteva ‘ccatta’ scè triminteva lu stessu quiri vetrini, armenu si facèvunu li uecchj ti tanta bedde cose, e pi ‘ncuarche minutu
si minàvunu alli spaddi tanta privazioni e tanta sacrifici e la miseria ca era lassatu la uerra!
Assèrnu li primi Bar addò si sce pigghjàvunu lu cafè!
Ma no’ li contadini però! Li contadini nonci scèvunu allu bar, si ‘ccuntintàvunu ti lu cafè ti uèrgiu ca facèvunu li mugghjere.
Stava lu bar ti Aristodèmu intr’allu Corsu, lu bar ti Minichella e ‘Mbroggiu ntr’alla via Diaz, e n’otru ni stava sobbr’alla strata ti via Lecce, ca dda stava puru la fermata ti li Corriere ti la Sud- Est e lu cartellu cu tutti l’orari ti li firmati, quannu partèvunu e quannu arrivàvunu!

Scarufannu scarufannu agghju sàputu ca Mbroggiu nonci si chiamava “Ambrogio”, ma Giuseppe, era ti l’alt’Italia e a tiempu ti uerra faceva lu ‘nfirmiere cu Eggidiu ull’Uspitale ti Via Maggiore insieme allu Dottore De Marco!

Po’ Eggidiu canuscìu Assunta, Mbroggiu canuscìu Minichella, e siccomu ernu bedde vagnedde, si li spusàrnu e rimàsera a San Giorgi, amati, rispittati e benvoluti ti tutti!

14 thoughts on “Ricordi del dopoguerra

  1. Bravissima Anna! da Tripuzzi trovavi di tutto, vero magazzino La Fayette ante litteram. Un negozio più o meno simile per assortimento fu aperto in quel periodo da Ennio Magrì quasi di fronte al Bar di Aristodemo. Questa specie di emporio rimase in attività per diversi anni e quì acquistai il primo orologio della mia vita (un Lanco in acciaio, ovviamente) con il compenso guadagnato, grazie al carissimo Antonio Scialpi, per alcune lezioni di cultura generale che mi incaricò di impartire a giovani contadini nella sede delle ACLI. Il c.d. boom avanzava a grandi passi e lungo i marciapiedi aumentavano a vista le 600, le 500 e le Vespe. Sul lunotto posteriore facevano bella mostra il peluches dono delle premurose fidanzatine. Che tempi!

  2. Voi due vi siete messi sicuramente d’accordo per farmi morire di ricordi.
    beh!! ci state riuscendo alla grande.
    in quei negozi, le nostre vecchiette hanno lasciato tanti loro sacrifici per farci studiare. ricordo i buoni scuola che si ritiravano da Tripuzzi e da Magrì. Allora non c’erano gli assegni ma c’era sicuramente il quaderno nero dove segnare la spesa.
    c’è da ricordare il grande “bicchieraro” alias Caiazzo, che con i suoi bicchieri prima e con gli elettrodomestici poi, ha impiantato a San Giorgio una ditta mica da ridere. Nel 1959 entrò per la prima volta in casa il frigorifero Rex, ancora oggi funzionante alla grande.

  3. Anna desta ricordi che ti prendono e per l’ansia di non ricordare qualcosa ti metti a scrivere di getto senza neppure curare la corretta ortografia. Forse proprio questo è il bello!
    E visto che ci siamo chi ricorda lo sfarfallio e il fastidioso ronzio dei primi televisori che andavamo a vedere dietro la vetrina di Caiazzo? E le marche ormai dimenticate: Geloso, Radiomarelli,Magneti-Marelli e la grandissima Allocchio-Bacchini, scomparsa del tutto.Pochi potevano aspirare ad un Grundig o Metz o Philips.
    Contemporaneamente facevano la loro comparsa gli abiti confezionati Facis a sole 6000/7000 lire e le bellissime scarpe Varese da Assuntina a 1500 lire. Ricordate l’enorme potere d’acquisto della lira? Io col primo stipendio dell’ottobre 1959 (lire 87.000) mi sentivo un re al solo pensiero dei Facis che potevo comprarmi tutti i mesi!!! Un caffè costava 15 lire e il giornale 20
    I ricordi sono come le ciliegie, uno chiama l’altro e quindi … coraggio!

    • Caro Luigi io il mobiletto bar con la radio allocchio – bacchini e il giradischi 45 – 78 giri con la punta in ottone, ce l’ho ancora a casa a San giorgio funzionante e anche qualche disco 78 di Claudio villa, Luciano Tajoli. Acquistati da Minetola, negozio all’angolo della piazza. Tutto conservato come una reliquia.
      Ho inviato ad Anna una foto del Guzzi cardellino appena finito di restaurare. Questi sono i miei ricordi più belli.

  4. Ai colleghi in nostalgia del bel tempo perduto ritorno a consigliare l’ascolto su Yu.tube dello splendido e significativo brano di Battiato che si chiama PASSACAGLIA. Di certo non vi lascerà indifferenti!

  5. A Mino ricordo di avere avuto in famiglia, come primo mezzo motorizzato, la famosa “guzzetta” ovviamente rossa con la leva delle tre marce sul serbatoio. Avevo sempre in tasca un cicler ridotto che mettevo quando la usavo io per risparmiare miscela (nelle discese si spegneva rigorosamente il motore perchè difficilmente si metteva più di uno-due litri per volta). Ricordo poi con molta invidia per chi ce l’aveva la Guzzi “Aquilotto”, bianca con ruota di scorta trasversale, che meraviglia!
    Bellissima anche la “Cardellino” oggi vero oggetto di culto.
    Quante volte, perchè più giovane, ho subito l’ignominia di essere messo a cambiare le puntine “La Voce del Padrone” mentre i più cresciutelli ballavano e ti facevano l’occhiolino con un pò di commiserazione. Poi arrivò anche per me il giradischi di Selezione di cui ancora oggi mi vergogno ma che allora era una grande conquista del progresso!

  6. Cara Anna,
    non ti pare giusto richiamare alla nostra attenzione la magnifica e irripetibile figura del vecchio medico dott. Cosenza? Era una figura alla Hitchcock con immancabile gessato e sigaro. Visitava dalle sei del mattino (per non perdere la scuola) e la visita era degna di tal nome!
    Partiva dalla bocca, denti, gola per arrivare agli arti inferiori, postura. Ti pesava e con la sua apparecchiatura ti visionava il torace ai raggi X nel mentre ti faceva mille domande. Alla fine suggeriva al genitore presente di lasciarci giocare senza limiti all’aria aperta perchè “E’ MEGLIO UN ASINO VIVO CHE UN DOTTORE MORTO”. Che musica alle nostre orecchie di svogliati manigoldi!
    Qualche volta capitava di doverti sorbire una scatola di vitamine del gruppo B o dell’odiato Calcium Sandoz per le ossa.
    Una volta mi disse:”Vedi io che sono vecchio se non studio almeno un paio d’ore al mattino rischio di rovinare qualche paziente.E in ambulatorio stava da mattina a sera oltre alle visite a casa dei malati.
    Che splendida figura di medico!

    • che bella segnalazione! io sono stata tra le sue pazienti…poi alla sua partenza lo sostituì il dottor Adalberto Caricato. La sua casa era ubicata nella strada dove ora vivo da quando sono sposata, Via Principe di Piemonte, attualmente quella splendida casa è abitata dai Servi della sofferenza, e dal Padre, Don Pierino, e si chiama casa “Santa Chiara”. Grazie Luigi per avermi ricordato questa splendida figura di medico, di uomo e di compaesano .

  7. Ovviamente mi riferisco al vecchissimo dottor Cosenza, padre di Gennaro e Clara che sposò l’avv. Lacaita di Manduria. Al tempo la villetta era isolata vicino alle scuole elementari quindi un pò fuori paese.

    • allora io ho conosciuto il Figlio del vecchissimo Dott. Cosenza, fratello di Gennaro e Clara di cui, ahimè, non ricordo il nome!

      la loro abitazione era sì fuori paese..ma adesso quella zona è ampiamente popolata…tant’è che inizialmente la mia strada, non vendo ancora intitolazione e numero civico, si nomava ” Proseguimento di Via Principe di Piemonte”. Da quelle parti era tutta una piantagione di ulivi proprietà di Parabita.

  8. Quindi il medico sosia di Hitchcock era il padre dei Cosenza. Erano tutti bei ragazzi e ragazze alti rispetto alla media di allora e molto avvenenti oltre che studiosi. Il vecchio dottore già negli anni ’50 era sulla settantina e non so in che anno è venuto a mancare.

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