4 Novembre, Festa delle forze armate

Amici, vi regalo alcune foto assolutamente storiche che parlano più di mille parole…è un miracolo che io le abbia avute, anni fa, dal responsabile dell’Associazione dei Combattenti di San Giorgio Jonico… ora sono di tutti voi.

8 thoughts on “4 Novembre, Festa delle forze armate

  1. L’ennesimo prezioso reperto emerso dagli “scavi” di Anna Marinelli! Lungi dall’essere un cimelio del passato queste fotografie fanno rivivere il ricordo di personaggi che hanno formato la nostra generazione trasmettendoci valori umani e morali che ancora allignano in noi. Prezioso e commovente il ricordo della coppia di vigili urbani (le guardie) Pierino e Mimino eternamente in divisa e assiduamente presenti nella vita cittadina senza limiti di orario …senza straordinari e, mi pare, senza riposo settimanale. Il servire la collettività era “allora” un onore e anche un piacere! I diritti sindacali erano di là da venire e nessuno ne sentiva il bisogno; servire non era una prestazione mercantile ma soltanto un onore.Ciò valeva per ogni lavoratore con gli insegannti in prima fila.
    Ognuno potrà riconoscere un parente o un conoscente tra quelle persone che indossano con misurato orgoglio le divise sopravvissute ai disastri della guerra (la piccola banda musicale neppure di quelle dispone). Nel composto corteo mancavano certamente alcuni non ancora tornati dalla prigionia ed altri che mai sarebbero tornati. Una bella e toccante immagine del nostro passato.

    • e i bambini, Luigi, i bambini sono protagonisti anche essi di questo gaudio collettivo! e grazie per i tuoi favolosi commenti che scrivi attingendo direttamente alla tua memoria storica che poi è anche la mia!

  2. Anche mio padre faceva parte di quel duetto di vigili urbani, prima della guerra. chiamato alla armi sul fronte dell’albanese, rimase ferito e in quanto mutilato, tornato in Patria non potè più fare parte del terzetto: Pierino, Mimino e Antonio, fu incorporato in Arsenale a Taranto. Sento ancora, dopo tanti anni, l’acre odore di fumo per quanto tempo trascorso con lui nella sezione ex combattenti (ora sparita) e, alle tante storie del fronte e ai compagni caduti. Anche per me il 4 novembre è una grande festa, oltre ad essere io stesso un militare e padre di un militare; questa festa rappresenta tutti quei valori che purtroppo oggi stanno scomparendo e la nuova generazione non sa cosa stia perdendo.

  3. … Sol chi non lascia eredità d’affetti ….! Siamo lieti di far rivivere in noi quelle persone che ci hanno dato la vita ma soprattutto ci hanno donato quel bagaglio di umanità che ci consente di amarle come sempre presenti tra noi (e lo sono).
    Ad Anna che col suo prezioso impegno ci procura tutto questo, ricordo le parole di F.S. Fitzgerald nel “Grande Gatsby”
    “Non si può ripetere il passato? Ma certo che si può…”
    Queste foto ingiallite, quei volti che furono giovani pieni di sogni e speranze sono polvere di stelle e coriandoli di memorie che ci emozionano e ci rallegrano. La tenerezza con cui Mino richiama la figura ci accomuna specie in questi giorni in cui ricordiamo quelli che ci hanno preceduto. Alla prossima!

  4. Cara Anna, appena ho avuto un po’ di tempo mi sono messo a frugare nel tuo sito web (ci vuole tempo e, giuro, le emozioni sono forti). Per ora noto la seconda foto storica in Bc/nr, quella della Festa del 4 novembre, delle forze armate. La via è senz’altro Corso Umberto, nel tratto in prossimità delle abitazioni familiari originarie dei miei cari amici Carmine Moscatelli, Lucio Fabbiano e del compianto Cosimo Fina. E’ una foto molto bella, suggestiva e struggente. Mi colpisce, tra l’altro, la ritmicità architettonica delle cornici arcuate delle porte e finestre che quasi accompagnano l’incedere del corteo. E, ancora, il contrasto tra la compostezza autorevole delle figure in divisa e l’umile e dignitoso abbigliamento della gente attorno. Quindi, i bambini: quanti bambini! Oggi non se ne vedono più in giro, dove sono? Cosa fanno? Il corteo avanza in un silenzio cadenzato, quasi un transito nello spazio-tempo senza fine della memoria, tra passato e presente: siamo lì e nello stesso tempo siamo qui, presenti in ogni dove (magia della vita).
    Abbracci, Giovanni CARAFA

  5. Grido al “miracolo” per questa tua visita e i tuoi ricordi che mi fanno emozionare, leggendoli… Amici, Giovanni è la mia GUIDA colui che mi introdusse nelle “Tagghjate” mi rivelò la tana della Volpe… mi condusse alla scritta” Chiunque” che lui solo conosce, mi lasciò in eredità tutto il suo patrimonio di ricerche, diapositive, articoli di giornali, cassette audio con le interviste agli “Zuccaturi”. Lui vive in Sardegna, in Gallura. E’ un nostagico, come noi!

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