la massa larga

Cari Amici, vi ricordate il post del grano di Lucia? No? allora potete cercarlo nell’apposita opzione sulla fascia laterale della Home page digitando : “Il grano di Lucia”

Qualche giorno fa Lucia mi ha telefonato dicendomi che aveva ancora una sorpresa per me e me la sono vista arrivare con tre vistosi sacchetti di carta. In uno vi era la semola di grano duro, nell’altro il cruschello. (vedi “cruesso” ovvero la farina integrale) e nell’altro la crusca, cioè quel residuo del grano ottenuto da vari setacciamenti del macinato e che nel passato si usava come pasto alle galline.

Ho accolto con grande gioia sia Lucia che i suoi originali e preziosi regali perchè hanno per me una valenza che oggigiorno è difficile saper valutare.

All’indomani, con pazienza e una certa difficoltà,( non sono pratica a fare la pasta fatta in casa) ho fatto una “làina ti massa larga”
e l’ho condita con un ottimo ragù di carne, purtroppo non documentata fotograficamente.

So comunque che i miei uomini di casa “s’onu fattu a rizzu”.

Nota: le nostre mamme segnavano con il taglio della mano o del coltello un segno di croce sulla pasta appena lavorata in quanto sia il pane che ogni prodotto della terra e del grano veniva considerato con una certa sacralità, oggi perduta e mai conosciuta, in quanto siamo abituati a buttare via il “Bene di Dio”!

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6 thoughts on “la massa larga

  1. Cara Anna, i valori rappresentati da quei piccoli ma inestimabili doni della nostra terra ,trascendono dal “normale” e alquanto vano nostro stile di vita che è, ormai, relegato a un continuo rincorrere un benessere materiale inconsistente. Essi ,dunque, per me diventano un legarmi a ciò che di vivo e di prezioso rimane: l’amore, la tradizione ,la semplicità,e la forza della natura. Per cui amo condividerli con chi rispecchia: il mio essere come il grano e la nostra amata terra ………LUCIA MOSCATELLI

    • Carissima Lucia, grazie per essere passata dal blog che vado costruendo giorno dopo giorno con l’entusiasmo che metto in tutte le cose che faccio. I risultati ottimali, però, li ottengo quando persone sensibili come te e Angelo, Mino e Letizia, Luigi e Anna Maria mi forniscono spunti preziosi affinchè si possa continuare insieme alla ricerca di quelle pepite d’oro del passato che è lo scopo precipuo del mio lavoro di ricerca e della stesso blog. Ti ringrazio ancora e vi auguro un serena domenica. Ritorna a visitare il sito, non mi abbandonare adesso che sai come è facile commentare.
      Un bacio. Anna

  2. Vito vive all’estero e Mino mi pare viva anch’egli fuori dal paese che amano e ricordano con evidente nostalgia. Trovandomi sulla stessa barca mi piace ricordare loro alcuni versi a dimostrare che prima di noi altri hanno sofferto la lontananza dalla terra natia.
    Per primo ricordo i versi di Leonida:”…lontano da Taranto, dalla mia patria, giaccio.Amaro m’è ciò più della morte.
    Questa è la vita non vita di noi giramondi…”.
    E poi Orazio sulla Puglia:”Quell’angolo di terra mi sorride
    al di sopra di tutte le altre terre,
    dove Giove offre una lunga primavera
    e tiepidi inverni…”.
    Troppo sentimentale? Perdonatemi e capitemi!

    • « E se il destino avverso mi terrà lontano
      allora cercherò le dolci acque del Galeso caro alle pecore avvolte nelle pelli, e gli ubertosi campi che un dì furono di Falanto lo Spartano. »

      Grazie Luigi per il tuo interessantissimo contributo!
      Perdonarti? e di chè? Altri prima di te hanno cantato e raccontato in mille modi la “nostalgia” della terra natia!

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