lu piccinnu ‘nfassatu

Oggi ho fatto caccia grossa, sono andata a casa di un’amica e mi sono fatta dare alcune foto di un certo valore storico, la prima che posto è questa, il bimbo nelle fasce.
Desidero mettere solo la foto e invitarvi a esternare le vostre considerazioni, i vostri ricordi legati a questo periodo della vita, come lo si è visuto negli anni 40/50 nei nostri paesi del sud!

La suggestiva foto risale al maggio 1952 e riprende la signora Antonietta nella sua abitazione in via Maggiore (prima dell’ex supermercato Fiorino).

18 thoughts on “lu piccinnu ‘nfassatu

  1. In quegli anni, e fino a metà anni sessanta, era proprio così, prassi comune per tutti i nascituri essere “infassati” in teli artigianali per raddrizzare le gambe. Questa usanza più che da basi mediche era dettata dall’ignoranza e miseria dell’immediato dopoguerra!.

    • quelle fasce erano tessute “allu tularu”, da maestre della tessitura, erano lunghe e strette, con una cordicella biforcuta che serviva a legare la fascia e tenerla ben chiusa. Nel mio paese, esiste ancora una signora che possiede quel tipo di telaio, e lo tiene in sala esibito come un prezioso cimelio.
      Grazie per il commento, Francesco.

  2. concordo con francesco. io ne porto i postumi di quelle fasce. il rischio che si correva (almeno detto da dottori professori in materia) era di saldare le articolazioni, visto il poco movimento che si aveva per un certo periodo di tempo. come dicevo , ho subito la saldatura tra la quinta vertebra lombare e il coccige (l’osso sacro). negli anni sono subentrati dei dolori e, andando a fondo della storia, un professore delle molinette di Torino, anche lui memore di queste fasce, mi disse che probabilmente, anzi sicuramente era dovuto a questo.

  3. si mi ricordo anch’io. ma ci sono tanti altri casi. questo però non toglie che le usanze delle nostre nonne e mamme siano da dimenticare, anzi è bello proprio ricordarle con tanta nostalgia.

  4. trattasi di una foto degli anni 60, uno scatto fatto nell’orto, dove è in bella vista la scopa di saggina e “lu nanziporta”, una tenda che si trovava nella cucina, per creare un po’ di ombra nell’ambiente e per impedire alle mosche di entrare in casa, pur tenendo la porta aperta. Notare la luce in fondo…è la luce che viene dalla Porta d’ingresso, in tal caso le stanze erano “unu nant’unu,”disposte cioè una davanti all’altra disponendo di un terreno lungo e stretto su cui edificare l’abitazione.

  5. Foto stupenda e fortemente descrittiva di un tempo oggi inimmaginabile (il pediatra segnalerebbe la stolta mamma ai servizi sociali per maltrattamento di minore!). Sono il maggiore di sette figli e il rito serale della fasciatura lo ricordo avendovi anche contribuito, a volte, e spero che i miei fratelli minori non lo sappiano!
    Comunque è una bella pagina di colore, indicativa di un’epoca in cui anche questo rito rientrava nelle tenere cure materne.
    E poi, diciamocelo pure, non era bello tenere in braccio il fratellino “fasciato”? I più grandicelli non hanno anche litigato per questo?
    L’entusiasmo di Anna ci riserverà ancore di queste emozionanti sorprese.

  6. Quante “maternità” abbiamo ammirato nell’arte pittorica e scultorica in chiese e musei nel mondo?
    Di certo l’ignaro fotografo non sapeva di regalarci un quadretto della dolcezza materna quale traspare nel tenero atteggiamento della giovane mamma! Anna Maria Florio Bisignano

  7. Mamma mia … mi vengono i brividi a pensare chi è questa Donna “d’altri tempi” con la figlia in braccio.
    Grazie Anna per questo regalo che mi hai fatto stasera.
    Ciao mamma, come sei bella! Ti mando un bacio.

  8. Baldo , al momento il blog NON mi permette di modificare l’articolo, non me lo so spiegare, comunque, appena me lo permetterà ci aggiungerò testualmente:
    “La suggestiva foto risale al maggio 1952 e riprende la signora Antonietta nella sua abitazione in via Maggiore (prima dell’ex supermercato Fiorino). “

  9. Salve, guardando questa foto su internet con i miei genitori, pensiamo si tratti della nonna di mia madre. Sarebbe possibile sapere maggiori dettagli della signora in foto?

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