Archivio | settembre 25, 2012

mio padre aveva una vigna..

dal nome buffo/che strappava sorrisi/
poco più grande/ di un lenzuolo di lino/
ma ne faceva un vino/ambito dagli Dei/
e dagli artieri/che stavano in città.

Quella vigna sorgeva su terra che aveva un nome davvero singolare, si chiamava “Trentaminchiarili” ed ecco la sua Storia:

Nella seconda metà del 18° secolo un decreto di Ferdinando 4° limitava i privilegi feudali, e ordinava di scorporare i latifondi.
Il Barone del Luogo, una terra situata tra Talsano, Leporano e Pulsano, decise di suddividere la sua proprietà in 30 particelle di varia estensione. Tomoli, Ettari, Stoppelli, perchè venissero aquistate da compratori con diversificate possibilità di pagamento. A seconda, cioè, delle loro finanze. Sappiamo bene che le finanze allora erano scarse per tutti. Quando il Notaio chiese al latifondista, “E chi mai dovrebbe acquistare questa terra pietrosa e arida” il signorotto rispose con una frase che poi restò scritta nella leggenda: “Ci saranno pure trenta minchiarili che se la compreranno”. Quando questa voce si sparse per il paese la terra fu per tutti nomata, la terra dei “trentaminchiarili, anche se aveva un nome proprio risultante dagli atti notarili.
Quei trenta contadini però, ben presto col sudore della fronte, forza di braccia e determinazione, portarono a frutto quella terra pietrosa e arida tanto da farne un pezzo di Giardino dell’Eden, verdeggiante e lussureggiante di vigneti e uliveti.