voci in estinzione

Quanta matine mi ppostu ret’alla persiana pi reggistra’ quiru ca crita” pummitore pi la salsa Uagnè!!!, a ci ata fa la salsa, a ci ata fa li pummitori a pizzetti!!! “

Ma vuie critìti ca sta cosa ata dura’ ancora assaje? Vonu scumparennu tutti li voci, tutti li pirsunaggi, tutti quiri ca si canuscèvunu sulu pi lu sobbrannome ca tinèvunu!

Ce soprannomi fantastichi!

Scappasaramenti, Para-para, Cecca ti pizzicu, chiantaspìni ,la pagghjalora, Cicci ti ‘Mbrosiu,la Burraska, Lu vissinu… nònnima la chiamàvunu Rata di Viruddu,ca po’ vuleva essere, Rata, il diminuitivo di Addolorata, (oscj nome improponibile,) e Viruddu era lu nome ti lu nonnu Saverio, il cui diminuitivo era Savirùddu (‘Viruddu).

Cussì cretu ca quisti vinnitòri ambulanti ona scumparè…
E io vo’ ccugghjennu tutti quisti sapori, quisti suèni, quisti spizzuni ti passatu, comu si ccugghjevunu l’alie morte ti sott’all’arli, cu li lassu alli fili mia, all’amici, a quiri ca ona vinè dopu ti me…

9 thoughts on “voci in estinzione

  1. ciao Anna,
    sarà lo stesso sangue che ci unisce, sarà l’amore per il nostro paese, ma credimi sono le stesse cose che da anni vado in cerca proprio per non dimenticare. ricordo come se fosse adesso il passaggio dolce e cadenzato della “mula” di nel ritorno dalla campagna e la sua voce che la incitava ad alzare il passo: mene mò la stè ppicchi a messa cantata. oppure il suono del corno del banditore alla mattina presto per reclamizzare i prodotti venduti in piazza. in autunno i carri con le botti piene d’uva vendemmiata che passavano su via rocca per essere portati a lu paramientu di angelo . peccato che a quei tempi non ci fossero tutti gli strumenti a disposizione di oggi. ma non è detta l’ultima parola, qualcosa, forse riuscirò ad averla.
    un abbraccio caloroso e forte.

  2. Da non dimenticare Giovanni (credo) il sacrestano che, dopo avere adempiuto ai servizi liturgici nella Chiesa madre, inforcava il carretto trainandolo personalmente andando per le vie del paese a vendere poca e umile mercanzia tra cui il petrolio per il lume e “lo flitto per i mosche” (all’epoca, il famigerato DDT) e poi l’uomo della carbonella (“Sciamu a ci t’à pigghià la cinisa vuagnè….!!!). Pagine di uno splendido passato di gente vera e semplice in una vita fatta di cose semplici e vere. Ricordarle non solo è bello ma è doveroso e la brava Anna sta lavorando per questo.

    • ieri sera mi sono sorpresa a dire alla cara Natalina che mi parlava di Rusaria la caffettera, “che in questo periodo della mia vita sto “scavando a mani nude nel passato/in cerca delle pepite d’oro del ricordo.

      Grazie a Lei e al mio adorato cugino Mino..siete preziosi per me in questo scavo, uno mi porge la pala, l’altro il setaccio..e le pepite del ricordo vengono alla luce da sole, come per magia. Grazie Amici!

  3. Rievocando piatti,persone e usanze del passato ci accorgiamo dei cambiamenti in peggio della società. Del resto cosa saremmo senza la nostalgia e senza il rimpianto delle cose che non sono più?
    Per questo è importante che ciascuno di noi (e Anna lo fà alla grande) si impegni a tenere in vita quelle immagini sfocate dal tempo per farle rivivere e gustare ai nostri figli con il fascino e la dolcezza che trasmettono.
    Panta rei, tutto passa, e ruit hora, scorre il tempo dicevanio greci e romani già allora!
    A tutti gli amici suggerisco di ascoltare, o riascoltare, la bella canzone cantata da par suo dalla compianta Mercedes Sosa:
    CAMBIA TODO CAMBIA dove si dice:”Cambia el modo de pensar/cambia todo in este mundo”.
    Questa legge dura e inesorabile solo noi la possiamo addolcire appunto col ricordo delle cose belle che custodiamo nei nostri cuori. Anna Maria Florio

  4. Mino ha riportato alla luce una chicca assolutamente “fuori catalogo”. Splendida quanto efficace espressione di quel sarcasmo popolare di cui soltanto noi siamo capaci (il c.d. acetum italicum). Traspare la retrostante impazienza, specie maschile, per le lunghe messe cantate del tempo accuratamente evitate dai ragazzi poco zelanti, cioè quasi tutti! Ecco che scavando emergono pepite impolverate dal tempo che che questo comune amor del tempo andato ci aiuta a riscoprire.

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