Archivio | agosto 11, 2012

li cuzzieddi (chiocciole)


(Foto mie)

Delle più pregiate Lumache con la panna bianca ho già parlato nel mio libro “Quaderno degli antichi sapori” oggi vi voglio parlare invece di un piatto esclusivamente estivo: Li cuzzieddi. Roba semplice, che i più disdegnano e dinanzi a cui storcono il naso. Usanze che vai, sapori che trovi, direi io!

Sono certa che noi del Sud inorridiremmo dinanzi ad un piatto di rane, eppure, chi le consuma asserisce che sono buone! Vedete, Paese che vai sapori che trovi.
Ora se ne vedono raramente: i raccoglitori che si mettevano con le ceste piene di chiocciole lungo i tratturi e le strade di campagna sono del tutto scomparsi.

Le chiocciole certo non sono proprio delle bistecche, e non si potevano portare a tavola tutti i giorni, erano considerate una scuscigghja, un passatempo che non riempie la pancia, ma prende per fesso lo stomaco.

I nostri padri, i nostri nonni, le andavano a raccogliere nelle Tagghjate, lontano dalle strade provinciali, dove i tubi di scappamento delle auto aggredivano e attentavano alla salubrità dell’aria e del terreno. Mio padre mi insegnò a distinguerle in “Cuzzieddi fimminili e cuzzieddi masculini” nella prima foto postata si più distinguere chiaramente una cuzzedda fimminile, lo si evince dal fatto che il suo guscio è chiaro e con le striature chiare, nella seconda foto invece, si può scorgere delle chiocciole con evidenti striature scure; quelle sono masculine.
Ne vediamo un bel grappolo aggrovigliato su un ramo secco,si tratta infatti di una foto estiva, mentre la prima è una fotografia scattata in primavera.

Lo si evince dalla presenza di papaveri e dal ramo superbamente verde. Le migliori chiocciole si raccoglievano sui rami secchi della pianta del carciofo: dal fusto carico di sostanze le chiocciole traevano nutrimento e ne veniva fuori una polpa saporitissima.

( se avete la pazienza di cliccare sull’immagine la vedrete ingrandita, sì da cogliere la differenza del guscio delle chiocciole)

Tutta colpa dell’aria inquinata, tutta colpa del benessere, tutta colpa del progresso se i nostri giovani e i nostri bambini non hanno mai avuto il piacere di gustare questo piatto semplice del passato, condito e improfumato di menta, aglio e aceto da far risuscitare i morti!

La bravura poi di “surchiare” e tirare fuori la cuzzedda dal suo guscio era una cosa a parte, da scrivere una pagina tutta da ridere…

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