Una gradita recensione

Gentilissima Signora Marinelli,

grazie a mia sorella Anna Maria ho avuto il piacere di conoscere la bella raccolta di ricette “narrate”, più che con la penna, col cuore. Il suo amore per la nostra terra e … del bel tempo andato l’hanno spinta a trasfondere nel grazioso volumetto il racconto dei piatti che ci addolcirono la felice e lontana adolescenza (“Si ama vivere in ciò che si è perduto”-Borges).

E’ una vera fortuna che esistono persone benemerite come Anna Marinelli che riportano alla luce pagine di una civiltà perduta fatta di lavoro, di sobrietà, di quella solidarietà generosa che era il vero ammortizzatore sociale in un contesto economico non facile. Ai meno fortunati non mancava mai lu panarieddu di frutta, una minestra di carciofi, un bicchiere d’olio dato con amore dalla vicina di casa più fortunata.

Le botteghe degli artigiani erano punto d’incontro per lo scambio delle novità (in primis sull’ultimo decesso nel paese). E a proposito di quegli artigiani mi è dolce ricordare il passaggio del “Viatico” che li spingeva ad uscire devotamente sull’uscio della bottega e a inchinarsi davanti al Santissimo annunciato dalla campanella  del chierichetto.

Cosa hanno perso i giovani di oggi! Il “gratta gratta” di Anciulinu non sarebbe consentito dalla normativa attuale in materia di igiene e poi, sarebbe destinato a misera sorte con i frigoriferi pieni di ghiaccioli!

Posseggo anche L’ORO DEL TEMPO così ricco di antiche preghiere e di tanti altri quadretti di un passato definitivamente perduto e che ritorna proprio grazie alle Anna Marinelli.

Penso che chi ha il dono di saper raccontare non dovrebbe sottrarsi al dovere (e al piacere) di richiamare in vita le cose e le figure che hanno guidato i nostri passi al tempo della nostra formazione.

Ho anche libri su San Giorgio di Quaranta, De Marco e della Musardo, libri che spesso riprendo per un’esigenza insopprimibile di ritornare alle origini.

Penso che avere un paese vuol dire avere una storia, sapere di chi si è figli. La paternità del paese non l’abbandoni mai o, almeno, non ti abbandona essa.

“Intermittenze di cuore” sono le sue che rievocano piatti come risultato di quella cura e di  quell’amore  che le nostre mamme mettevano nel prepararli per intere mattinate “a fuoco lento” e che, riunendo tutti intorno al tavolo, nutrivano la persona prima che il corpo.

Perciò queste paginette, arricchite da bellissime fotografie, sono un ritorno a una verità che non è solo l’infanzia o il paese, ma una cultura che resiste alle usure: il tempo dello stupore e delle favole che oggi ci rimane come l’unico vero.

Io ho la fortuna di una moglie che si è integrata al meglio in questo fondamentale aspetto imparando alla perfezione dalla mia vecchia mamma quel modo “saggio” di cucinare. E Francesca, mia figlia, che ne ha fatto tesoro arrivando a fare le orecchiette nonché panzerotti e squisite focacce!

Mio fratello Peppino, austero Presidente di Corte D’Appello, si  scioglie in sorrisi fanciulleschi dinanzi ad una teglia di cozze ‘rracanate, ad un piatto di pasta e ceci aglio e oglio o alle orecchiette con l’amata/odiata ricotta forte!

Lui fu allievo del severo Maestro Quaranta facile alle salutari tirate d’orecchio e Peppino era abbastanza discolo da averne collezionate in abbondanza.

Carissima Anna, scusandomi se sono scivolato in qualche punta di sentimentalismo (ma come si fa quando si parla del nostro bel tempo?), mi piace collegare il suo prezioso impegno al leopardiano:”…e novellando vien del suo buon tempo…”.

Continui sempre su questa strada che oltre a riempire il suo cuore renderà felici tante persone. Per questo faccio mio l’auspicio di Jacca nella prefazione:”ANNA NON SI FERMERA’”.

Dico anche che ognuno dei nostri paesi dovrebbe avere la sua Anna Marinelli.

Con sincera stima unisco i più cordiali saluti e tanti auguri a Lei e ai suoi cari.

Luigi Bisignano

 

 

 

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One thought on “Una gradita recensione

  1. Signor Bisignano, la ringrazio vivamente di questa gradita quanto inattesa Recensione che mi gratifica e mi fornisce di quel prezioso corroborante per andare avanti su questo magnifico “filone” e….non fermarmi, ancora…Grazie Infinite!

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