LU PANE FATT’A CASA

                        

Una volta si faceva il pane in casa

e si portava al forno pubblico, anzi,

veniva una fornaia a prelevarlo,

adagiato su lunghe tavole infarinate

e coperto con coperte di lana.

Ai piccoli di casa la mamma (o la nonna)

soleva fare una bambola di pane detta

lu monicu.

In estate si utilizzava l’uva passita

raccolta pazientemente dalle donne

durante la vendemmia,

per confezionare un prelibato pane

cu lli passili o cu ll’alìe nere

 

Si mangiava tutti nei piatt’ riali, quelli fatti nella vicina Grottaglie, col galletto centrale decorato a mano.

 

 

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3 thoughts on “LU PANE FATT’A CASA

  1. ti ricordi di Stella d’lu furno di via castriota? dove si portava il pane o meglio, c’era una signora aziana un pò claudiante che veniva a prenderlo a casa e lo portava al forno. nel periodo primaverile al primo spuntare d’li fave di vungule, il sapore del pane caldo del forno con le fave era qualcosa che oggi si è perso.
    i giovani di oggi, con l’avvento del fast food, hanno sicuramente bisogno di questi tuoi racconti per capire cosa è stata la cultura del salento.
    ti ringrazio di cuore per tutto quello che fai per noi e per il “mio” paese.
    un bacio
    mino

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