PREFAZIONE del Dott. Michele Jacca

Nella vasta produzione letteraria sia in prosa sia, soprattutto ,in poesia della nostra concittadina Anna Marinelli, non poteva  certo mancare questo “Quaderno degli antichi sapori”, in vernacolo sangiorgese, che possiamo definire una vera e propria”leccornia storico-culturale”. E non è, poi, tanto difficile cogliere particolarmente  il significato del termine “leccornia” , in quanto, già leggendo le varie ricette, sentiamo il profumo  e pregustiamo  i sapori.

Per l’aspetto storico-culturale, invece, sappiamo bene da reminiscenze scolastiche che una delle fonti  della storia è la trasmissione orale di fatti, episodi, costumi e usanze e dal ricettario del  “Quaderno” traspare proprio “il modus vivendi” di una comunità  e di una civiltà., caratterizzate da contadini, operai e “artieri”  (Falegnami, calzolai, sarti, fornai, barbieri,”ferracavaddi”) e giornalieri (muratori,zappatori, innestatori, potatori ).

Un tempo, quando il mondo  di oggi, fatto di consumismo, di forni microonde, di frigoriferi, di lavastoviglie,  di congelatori , di cibi precotti era impensabile, la vita domestica era semplice,serena, silenziosa; ogni stagione aveva un suo profumo caratteristico: verso settembre-ottobre si sentiva odor di mosto provenire dai numerosi palmenti esistenti  e dalle cantine private,piene di capasoni colmi di mosto “….ma per le vie del  borgo/dal ribollir de’ tini/va l’aspro odor dei vini…..(G.Carducci); d’inverno, poi, per le strade si respirava“un acre odor di fumo” proveniente da i numerosi “ciminari” (fumaioli) di case e forni D’estate, infine, con le porte aperte, spesso  qualche comare si affacciava sull’uscio della porta accanto e, attratta da un profumo  intenso e irresistibile“….cummà Pì ‘, ce ste pripari ? “chiedeva “ Scto’  fazzu to piparuli alla sckakkiata!” si sentiva rispondere (vedi la ricetta).

Ecco! Anna ha “fotografato”, ha  “fermato”  sul suo” Quaderno” questi  momenti di vita paesana,questi “odori “, “questi  antichi sapori”  di vita domestica , consegnandoli  alla storia per le “le nuove e future generazioni”, come ella stessa ci dice nella presentazione. E bisogna  anche sottolineare  che, a nostro modesto parere,  la trascrizione delle ricette dall’orale al quaderno è stata fatta con la massima attenzione e fedeltà fonetica, grazie anche alla preziosa collaborazione di Fabio Pignatelli (figlio dell’autrice).

Vorremmo concludere precisando che il dialetto sangiorgese ha subito in passato, e continua a subire, numerose “varianti” e “modifiche”dovute a incroci linguistici per matrimoni  o immigrazioni dai paesi vicini.

Certo, c’è tanto ancora da scrivere sulle nostre tradizioni, sulle nostre usanze e sulle ricette stesse.

Siamo certi che Anna non si fermerà  perché  ella ama  il suo paese, la sua gente  e noi amiamo molto Anna e Le diciamo grazie con tutto il cuore per quanto ha fatto e continuerà a fare.

Michele Jacca

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...